Teatrino PD

Il sindaco di Capalbio contro la prefettura che gli sta per rifilare 50 clandestini

“Forti perplessità che la Comunità possa accettare che per un nostro cittadino vengono spesi 31,28 euro l'anno in spesa sociale e per i richiedenti asilo 32,50 giorno”, commenta Bellumori

Fabio Cantarella
Il sindaco di Capalbio contro la prefettura che gli sta per rifilare 50 migranti

“I profughi a Capalbio ci rovinano l’appeal”. L’avesse detto un leghista sarebbero piovuti giudizi offensivi d’ogni tipo, “razzista”, “estremista”, “xenofobo” e apriti cielo! Se però ad affermarlo è un sindaco del Partito democratico, nello specifico il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori, allora gli insulti possono essere accantonati per dare spazio ad un disgustoso teatrino in casa PD.

E gustiamocelo tutto questo primo atto. Da una parte, appunto, ci sta il sindaco Bellumori che appresa la notizia che la prefettura di Grosseto, sulla base di una gara, starebbe per inviare nel suo comune 50 aspiranti profughi in tre villette della località turistica maremmana tanto cara alla sinistra, in un condominio residenziale di lusso costruito negli anni scorsi e immerso nel verde di ulivi secolari, si ricorda all'improvviso dei costi dell’accoglienza (ma dov'è stato sino ad oggi?): “Circa l'integrazione", commenta il sindaco del PD, "si hanno forti perplessità che una Comunità possa accettare con facilità il fatto che per un cittadino di Capalbio viene speso 31,28 euro l'anno in spesa sociale e qui per i richiedenti asilo 32,50 euro giorno”.

E il sindaco piddino, sa bene che non fuggono tutti da una guerra, anzi! “Altra difficoltà", aggiunge il sindaco Luigi Bellumori, "nasce dal fatto che la contribuzione solidale del Comune di Capalbio in termini di risorse ammonta a circa 1,2 milioni di euro annui che vanno al noto fondo di solidarietà per comuni in dissesto e/o i ministeri di Roma: i cittadini mal comprendono che da una parte vengono tolte loro le risorse per acquisto beni e servizi senza poter far nulla, così come nulla è possibile mediare circa l'allocazione di un contingente di rifugiati politici o meglio di un contingente di immigrati in attesa che la Commissione di Firenze ne valuti il futuro status”.

A preoccupare il sindaco piddino è anche la questione sicurezza: “…Si tratterebbe di un notevole numero di persone concentrate, ghettizzate, senza alcuna prospettiva di lavoro. E la sicurezza non potrà certo essere garantita dal corpo della Polizia Municipale del Comune che conta un'unità a tempo indeterminato e due unità a tempo determinato con il sindaco che ha la posizione organizzativa di Comandante”.

Infine la stoccata all’accoppiata Renzi&Alfano sulla questione trasparenza: “Ho fatto richiesta di accesso agli di gara per vedere le carte presentate e saperne di più sui soggetti partecipanti, ma la richiesta di autorizzazione all'accesso è attualmente sulla scrivania del ministro degli Interni Angelino Alfano. Evidentemente", affonda il sindaco, "una contraddizione in termini che vede da una parte la richiesta di collaborazione ai sindaci da parte del Capo del Governo e del Ministro degli Interni per mediare con i territori quest'importante e delicata operazione e dall'altra ai sindaci è negato l'accesso alle carte ed ai documenti".

A tentare di smorzare la pericolosa, in chiave coerenza PD, polemica ferragostana, ci pensa l’assessore all'Immigrazione della Regione Toscana, Vittorio Bugli: "Lo sappiamo bene che Capalbio è una delle mete più esclusive toscane, ma sono sicuro che la popolazione, peraltro di elevato livello culturale e alte responsabilità sociali, ha tutte le caratteristiche per rispondere all'accoglienza. Sono sicuro", continua l’assessore, "che il sindaco, persona dinamica e intraprendente, potrà lavorare insieme alla comunità per trovare soluzioni alternative se quella prospettata dalla prefettura, che peraltro non mi pare sia ancora definitiva, non trova gradimento. E se questo avvenisse credo troverebbe attenzione da parte del prefetto".

Secondo il Corriere della Sera che riporta la vicenda, rilanciata da Repubblica, per il sindaco non si tratta di una rivolta della sinistra radical chic e non si tratta di un “no” all'accoglienza. Anche se in molti, intellettuali ed ex politici con casa a Capalbio, sono pronti a protestare pubblicamente la sera del 25 agosto, quando verrà assegnato il premio Capalbio. Il sindaco di Capalbio rivendica infine un trattamento particolare per il suo comune: "Esistono dei luoghi in Italia che hanno una loro fortissima identità Capri, Cortina, Portofino e molti altri, e tra questi Capalbio”.

Il sindaco dovrebbe piuttosto riflettere sulla circostanza che ogni amministratore locale, ogni cittadino che ama il proprio territorio, desidera per la sua comunità un trattamento particolare, ogni luogo ha la sua identità e non è la presenza più o meno rilevante di vip o big a determinarla. Si può avere una fortissima identità pur essendo poverelli e poco potenti. Sinistro radical chic chi pensa il contrario!

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