Don Gianluca Loda contro le ipocrisie

"L'invasione islamica è in atto", parroco sfida il politicamente corretto

Il sacerdote di Castelletto di Leno: "Come si fa a non capire (i nostri governanti per primi!) che l'Islam ci sta invadendo in modo pianificato e anche violento?"

Redazione
"L'invasione islamica è in atto", parroco sfida il politicamente corretto

Don Gianluca Loda

C’è una Chiesa che parla di invasione islamica senza ipocrisie di sorta. Una Chiesa magari periferica, umile, dunque forse per questo radicata nella realtà, lontana dagli sfarzi e vicino ai pericoli e alle inquietudini della propria gente. Don Gianluca Loda, parroco di Castelletto di Leno (Brescia), rivolge alla comunità parole chiarissime: “Come si fa a non capire (i nostri governanti per primi!) che da più di vent’anni è in atto UN’INVASIONE ISLAMICA dell’Europa, pianificata, studiata e calcolata in modo preciso a livello mondiale e che negli ultimi anni sta prendendo anche qualche piega violenta, vedi alcune stragi terroristiche, ma sono ancora niente, rispetto a quello che questi signori sono capaci di fare nei loro paesi?”, scrive sul bollettino parrocchiale.

È il grido d’allarme di un sacerdote che legge la società in trasformazione, denunciando soprusi e incongruenze figlie del politicamente corretto: “A Castelletto viene profanato il presepio, le donne possono girare col velo islamico, come se ci trovassimo al Cairo o in Medio Oriente e nessuno dice niente. Oggi, nel 2017, per esempio, un uomo italiano di Castelletto non sarà mai autorizzato a sposare una donna musulmana se prima non rinnega la sua fede cristiana professandosi islamico. Lo esigono tutti i paesi musulmani, anche quelli considerati “moderati”.

La riflessione tocca anche l’argomento denatalità, connesso all’invasione e al processo di sostituzione di popolo: “Se in Italia non si fanno quasi più figli e il 9% degli abitanti sono di altra nazionali stranieri, secondo voi cosa sarà Castelletto, Leno, Brescia, Milano tra 20 o 50 anni?”. Semplice, lineare e difficilmente contestabile anche dai buonisti. E ancora: “Non vi siete domandati come mai i veri profughi provenienti dal Medio Oriente e dal Corno d’Africa, quasi tutti islamici, non cercano asilo e rifugio presso i loro fratelli nella Penisola Arabica, in Iran, o in Oriente (Pakistan, Cina, Indonesia) e vengono invece tutti da noi, seguendo la rotta della Libia?”.

Don Gianluca si scaglia anche contro la classe politica incapace o corrotta, Ue compresa: “Ci ritroviamo ad essere ostaggio di governanti che fanno concorrenza alla “Banda Bassotti”: arraffa, arraffa – magna, magna! (non si capisce bene se in questo son più bravi quelli di Roma o quelli di Bruxelles). L’unica preoccupazione è il Pdl, il mondo della Finanza e quello delle Banche. La grande politica, sempre più ingessata nella burocrazia, si allontana in modo sempre più vistoso dalla vita concreta dei cittadini e la legislazione, anche su materie sensibili, fatta da burocrati, non può che riservare possibili risultati inquietanti. Cosa significa secondo voi la Brexit? Ma, adesso si deve stare tutti buoni e zitti, davanti al Sultano Erdogan (Turchia), altrimenti ci fa invadere di nuovo tutta l’Europa da migliaia di disperati, sulla rotta balcanica, che lui può riaprire quando e come vuole”.

La conclusione è amara e attiene alla libertà d'espressione sempre più a rischio, nella tenaglia dell'islam da una parte e della censura politicamente corretta, sotto forma di lotta alle fake news, dall'altra: “Si dice che il confronto con altre culture e civiltà arricchisce; ed è vero. Però, mi permettete, non vorrei far cambio con la cultura e con la civiltà di nessun altro; mi sento contento della mia. Oggi lo posso dire ancora liberamente. Ma fino a quando?”.   

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