l'attacco visto dalla russia

Gorbachov: "Il bombardamento in Siria? Prove generali prima di sparare davvero"

L'esperto militare: "Clamorosa sconfitta degli USA, assordante schiaffo in faccia. Una volta per tutte è stata messa una croce sull'idea dell'arma invincibile"

Redazione
Gorbachov: "Il bombardamento in Siria? Prove generali prima di sparare davvero"

Foto ANSA

"Penso che un attacco come questo, con questi risultati, non serve a nessuno, è molto simile all'allenamento, prima di iniziare a sparare per davvero… Questo è inaccettabile. Questo non fa bene a nessuno". Così l'ex presidente Mikhail Gorbaciov ha commentato l'attacco della coalizione occidentale anti-Assad.

Un atto di guerra visto con molta ostilità a Mosca e dalla stampa russa. Abbiamo voluto saperne di più, sentire l'altra campana. Appurando così che il presidente Vladimir Putin ha definito i bombardamenti "un atto di aggressione contro uno stato sovrano" e che l'agenzia di stampa russa Sputnik ha messo addirittura in forse le ragioni sventolate dai media occidentali per il bombardamento (come già accadde all'epoca con Saddam Hussein), vale a dire l'esistenza di armi di distruzione di massa: "Né esperti militari russi, né locali hanno confermato l'attacco chimico, che è diventato il pretesto per l'attacco", ha scritto.


La stessa agenzia riporta poi le parole di Kostantin Sivkov, esperto militare, che condanna il fatto che gli USA abbiano "speso per l'attacco in Siria più di 200 milioni di dollari, praticamente con zero effetto, subendo perdite di reputazione". 


"Un missile ha un valore di circa due milioni di dollari. Contate allora. Gli americani hanno speso più di 200 milioni di dollari con zero effetto. Sono stati intercettati 71 razzi dei 103 lanciati, il colpo USA ha dimostrato essere inefficace contro il sistema anti-missile. Avevo previsto che sarebbe stato abbattuto un massimo di 60 missili, ma non 71. Questo è un enorme spreco", ha dichiarato l'esperto.


"Si tratta di una clamorosa sconfitta degli USA, un assordante uno schiaffo in faccia. Una volta per tutte è stata messa una croce sull'idea dell'arma invincibile. In questo modo, la questione della prossimità delle guerre è rimossa una volta per tutte, una cosa che ha dominato la mente dei militari nel corso di un quarto di secolo", ha concluso. Da parte nostra, intenzionati come siamo a capire al di là delle "ricostruzioni pilotate", non ci schieriamo da nessuna parte, salvo che dalla parte della pace, sempre e comunque.

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