si litiga sul ruolo di Barnier

Brexit, si spacca il fronte Ue: Schulz contro Tusk

Il presidente del Parlamento europeo: "Ci relegate in una posizione secondaria" nei negoziati sulla Brexit. Parte una lettera di protesta

Redazione
Brexit, si spacca il fronte Ue: Schulz contro Tusk

Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, si è fatto interprete del disappunto e della protesta dell'Assemblea contro l'intenzione dei capi di Stato e di governo dell'Ue di escludere, di fatto, dai negoziati con Londra sulla Brexit l'unica istituzione europea eletta direttamente dati cittadini. "È una questione di ragionevolezza includere i rappresentanti dei cittadini dell'Ue, quando si affronta una sfida come i negoziati sulla Brexit, e devo ammettere che sono davvero sorpreso dalla bozza delle conclusioni del Consiglio europeo preparata dal presidente del Donald Tusk, perché non ha ancora capito che il Parlamento europeo non è un ostacolo, ma un partner allo stesso livello delle altre istituzioni", ha detto Schulz.


Mercoledì, Schulz aveva espresso lo stesso concetto in una lettera inviata al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, in riferimento alla bozza delle conclusioni dei Ventisette che "relega il Parlamento europeo in una posizione secondaria" nei negoziati sulla Brexit. La bozza prevede, in sostanza, che il capo negoziatore sia l'ex commissario Ue ed ex ministro francese Michel Barnier, che è stato nominato dalla Commissione europea, ma in esecuzione del mandato negoziale deciso dai governi degli Stati membri, e che il Parlamento europeo sia semplicemente informato dell'andamento delle trattative.

Se il suo "ruolo secondario" dovesse essere confermato, l'Europarlamento potrebbe decidere per proprio conto degli accordi dettagliati sulla sua interazione" con il capo negoziatore Barnier, avverte Schulz nella lettera, con una velata minaccia, nel caso in cui la sua protesta non venisse presa in conto, di una bocciatura del risultato finale dei negoziati da parte dell'Assemblea di Strasburgo. Questo, ammonisce Schulz, non significa che rimarrebbe lo "status quo", ma, al contrario, comporterebbe la decadenza pura e semplice del Trattato Ue per il Regno Unito dopo due anni dall'inizio dei negoziati, e quindi "la Brexit più dura" di tutte quelle possibili.


Questa è la prima volta che si spacca il fronte, finora unito, delle istituzioni Ue e degli altri 27 Stati membri nei confronti del Regno Unito riguardo alla Brexit. Il Parlamento europeo è l'unico Parlamento, oltre a quello britannico, che dovrà approvare il risultato finale dei negoziati per l'uscita del Regno Unito dall'Ue.

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