In difesa dei grillini... quelli “disonesti”

Azul Azul
In difesa dei grillini... quelli “disonesti”

Ho provato a leggere qualcosa sul presunto scandalo “Rimborsopoli”, ma mi è venuta quasi subito l'orticaria, quella che ti viene quando ti accorgi che stai perdendo tempo prezioso a leggere facezie, gossip, inutilità varie. Bene hanno fatto quella decina di deputati e senatori a trattenersi contributi e salari, avrebbero dovuto farlo tutti e non importa i motivi. Lo so di essere uno dei pochissimi a pensarla in questo modo, ma i “privilegi” dei parlamentari sono perlopiù assolutamente giustificati, lo dico senza ironia, né sarcasmo. Anche io ero fino agli anni '90 un grillino ante litteram (in quei tempi lontani si diceva “radicale”), ero contro la casta, contro la corruzione, contro il finanziamento pubblico dei partiti, contro i privilegi dei parlamentari, contro portaborse, auto blu, etc. Poi conobbi una ragazza che senza volerlo mi aprì la mente. Parlando del più e del meno, a domanda mi rispose con un certo imbarazzo, mal celato da un tono di voce leggermente più fermo e sicuro del normale, di stare svolgendo servizio di assistenza ad un deputato. Lei era una così detta “portaborse”. In quell'epoca di mani pulite e cervelli in candeggina, essere “portaborse” di un politico era l'equivalente a svolgere pratiche di stregoneria durante l'inquisizione. Risposi, credo, con una specie di monosillabo: “Ah...” e lei subito: “sì, lo so cosa stai pensando: una portaborse. In realtà...” e cominciò a spiegarmi che il deputato per il quale svolgeva assistenza giuridica (lei era ricercatrice, laureata in giurisprudenza), pur essendo un medico (deputato di Democrazia Proletaria), anzi, meglio, essendo medico, era giustamente una capra in materia giuridica e necessitava ovviamente di supporto pratico continuo, nello studio, analisi, ricerca della giungla legislativa e per questo pagava alla mia amica qualcosa come 1 milione di lire al mese. Non solo a lei, ma anche ad altri “portaborse” che occasionalmente o meno prestavano assistenza e consulenza al nostro rappresentante. Alle volte, questo servizio di assistenza veniva e viene svolto dagli uffici dei gruppi parlamentari o dallo stesso partito di appartenenza. Ma un parlamentare diligente, che volesse svolgere nel miglior modo possibile il suo operato, dovrebbe sempre richiedere assistenza e consulenza in materie oggetto di attività legislativa. Questo vuol dire che anche il più capace e preparato dei parlamentari sarà sempre una capra ignorante perlomeno sul 99% della materia sottoposta o sottoponibile a legislazione. In altre parole, un parlamentare svolge l'attività più importante di una società, è il creatore del suo sistema regolativo e deve essere posto nelle migliori condizioni per poter lavorare. Questo vuol dire avere a disposizione risorse per la ricerca, avere un proprio staff, poter viaggiare comodamente su tutto il territorio per conoscere peculiarità ed esigenze di una comunità interessata ad un provvedimento legislativo, etc. Niente deve mancare. Deve essere considerato anche il giusto corrispettivo per aver lasciato la propria attività professionale per il tempo della legislatura. Nei parlamenti Usa e EU esistono lobby che svolgono “gratuitamente” ed interessatamente questo servizio di consulenza, meglio evitarlo. L'unica lobby credibile ed accettabile dovrebbe essere quella del popolo ed è giusto e necessario che il popolo, lo Stato paghi per essa. Cari grillini, accettate quindi tutte le risorse economiche che vi vengono offerte, usatele per studiare, apprendere il più possibile per poter deliberare con conoscenza. Usate treni, aerei, elicotteri e auto blu per conoscere quei territori, quelle comunità, quei cittadini della cui vita nulla sapete e sulla quale dovrete legiferare. Tutto quello che ha importanza, qualità e valore deve essere pagato ed anche molto bene. Se si squalifica il parlamentare si squalifica il popolo. Azul

Natal, Rio Grande do Norte, Brasile

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