il mistero della tomba 55

Ekhnaton, l'Esodo e la fine di Atlantide

Pubblichiamo la seconda parte della teoria dello studioso non ortodosso Graham Phillips sui misteri dell'antico Egitto ed il culto del Dio unico

Redazione
Ekhnaton, l'Esodo e la fine di Atlantide

L'efebico Ekhnaton ed il Mosè cinematografico

Nnel 1890 la tomba di Ekhnaton veniva scoperta nella colline a est di Amarna. A questo punto, secondo il ragionamento di Phillips, avremmo ben due tombe del “faraone eretico”. “Inizialmente mi diedi questa spiegazione”, ribatte Phillips. “Nel diciassettesimo anno del suo regno Ekhnaton morì e, per un anno, gli succedette Smenkhara. Alla morte di quest’ultimo il nuovo faraone, Tutankhamen (che in molti vogliono fosse in realtà fratello, e non figlio, di Ekhnaton), saputo della sepoltura sacrilega riservata ad Ekhnaton, ne dispose immediatamente il trasferimento in un luogo più consono al proprio rango. E per punizione, fu la salma di Smenkhara ad essere messa nella tomba 55, imbalsamato come una donna”. Con Tutankhamen ed i suoi successori, l’Egitto tornò agli antichi dei. Ma c’era stato qualcosa di più, nell’improvvisa conversione di Ekhnaton. Innanzi tutto il nuovo dio, il sole Aton, era emerso dal nulla; aveva poi tre caratteristiche che lo distinguevano decisamente dalle tradizionali divinità egizie: era il solo e l’unico dio universale, non aveva nome (Aton, cioè “disco solare”, era solo un attributo), era vietato rappresentarlo come un idolo (veniva simbolizzato come il sole pieno di raggi). In pratica, era il dio degli ebrei!

“É possibile che Ekhnaton sia stato influenzato dai primi israeliti presenti in Egitto ai suoi tempi, mentre è assai difficile che siano stati questi ultimi ad assimilare il culto di Aton. A rigor di logica, se esiste un collegamento tra le due religioni, fu Ekhnaton ad ispirarsi a quella ebraica”, dichiara Phillips. “Anzi, è molto probabile che quando quindici anni dopo cominciarono le persecuzioni verso i discepoli di Ekhnaton, i seguaci dell’Aton trovassero scampo proprio fra gli ebrei”. Ma c’è un altro elemento che lega a doppio filo gi ebrei agli egizi. Qualche anno prima che Ekhnaton salisse al trono, suo padre Amenhotep III compiva un atto davvero strano per un fervente devoto del dio Ammone: faceva erigere centinaia di statue della dea Sekhmet per tutto l’Egitto, a mo’ di ex voto. Ciò voleva dire che la Terra del Nilo era stata appena colpita da una qualche distruzione. “Poiché Sekhmet era la dea della devastazione, l’ipotesi più probabile è che fosse accaduto qualcosa di catastrofico e che Amenhotep stesse cercando di placare la feroce divinità”, ha commentato Phillips.


“Esistono prove convincenti che una gigantesca eruzione vulcanica abbia colpito il Mediterraneo all’epoca di Amenothep, presumibilmente l’esplosione di Thera Santorini, che alcuni vogliono essere l’isola di Atlantide. Recenti test con il radiocarbonio hanno dimostrato che Thera esplose nel 1360 a.C. (e non cent’anni prima), e dunque all’epoca di Amenhotep. Gli effetti del cataclisma sull’Egitto spiegherebbero l’erezione improvvisa di così tante statue dedicate a Sekhmet; l’oscuramento dei cieli, forse durato giorni e giorni, e le piogge di ceneri vulcaniche terrorizzarono gli egizi, che lessero in tutto ciò una punizione divina. Questo era già accaduto una volta, quando, secondo le credenze egizie, la dea aveva cercato di annientare la razza umana”. In quest’ottica le leggendarie piaghe d’Egitto, che Mosè scatenò contro il faraone, assumono un nuovo spessore. É giusto dire che la Bibbia non fornisce la data esatta degli eventi che videro protagonista Mosè. Secondo Phillips, tutto ciò avvenne all’epoca della distruzione di Thera.


“Gli effetti dell’eruzione mostrano una somiglianza impressionante con le piaghe d’Egitto. Si parla di tenebre, acque del Nilo trasformate in sangue, ulcere e grandine. Ebbene, l’esplosione di Thera produsse una nuvola di ceneri che oscurò la luce del sole. Le piogge di lapilli incandescenti e di pezzi di pomice infuocata spiegano la “grandine” biblica, che prendeva fuoco a contatto con le case; quanto alle ulcere, esse sono tipiche dell’esposizione alle ceneri acide. L’eruzione di Thera liberò poi tonnellate di ossido di ferro che si riversarono nelle acque e giunsero sino in Egitto. Ciò spiega la moria dei pesci e “il Nilo tramutato in sangue”. Il sangue altro non era che l’ossidazione del ferro a contatto con l’aria, processo che produce macchie di ruggine rossa”.


Prosegue Phillips:“Anche la separazione delle acque del Mar Rosso potrebbe essere stata causata da Thera. Innanzitutto il termine “Mar Rosso” è una traduzione erronea della parola ebraica “Yam Suph”, che significa “mar delle canne”, cioè laguna. Il “mare” attraversato dagli ebrei in fuga poteva essere il lago Manzala, un’insenatura sul delta del Nilo, in epoca biblica separata dal Mediterraneo da una fetta di terreno asciutto. Se gli israeliti avessero cercato di passare in quel punto, l’ondata di maremoto causata da Thera sarebbe tornata a loro vantaggio. Il mare si sarebbe trasformato in terreno asciutto, come narra la Bibbia, e gli israeliti l’avrebbero attraversato per tempo, prima del richiudersi delle acque che annientarono l’armata egizia. A seguito di questi eventi catastrofici e mirabolanti, possiamo capire perché Ekhnaton si affrettò, contrariamente al padre, a riconoscere il dio ebraico e ad adottarne il culto. Guarda caso, il capo dei ministri di Ekhnaton, Aper-El, non era un egiziano ma un ebreo, caratteristica di per sé insolita, visto che nessun altro faraone della XVIIIº Dinastia nominò mai uno straniero ad una carica così alta. Aper-El in ebraico significa “servitore di Dio”. El era uno dei nomi del Dio degli ebrei.

Quanto a Mosè, secondo la Bibbia egli, figlio di israeliti, venne allevato come un principe egizio dalla figlia del faraone; anche se non è stata ritrovata nessuna testimonianza storica di un principe egizio di nome Mosè. Tra l’altro, il nome Mosè è senza dubbio sbagliato. In ebraico esso è scritto “Moshe”; gli egizi lo avrebbero pronunciato Mose, che significa “figlio”; in greco venne tradotto Mosis. All’epoca di Amenhotep c’erano due principi: uno era Ekhnaton, colui che veniva indicato come “il vero figlio del re”, l’altro era Thutmosis. Di quest’ultimo si sa che venne improvvisamente scacciato dall’Egitto; la sua tomba, edificata nella Valle dei Re, è vuota, come se egli fosse morto altrove. Se Mosè fu davvero allevato come un principe durante il regno di Amenhotep, allora Thutmosi è l’unica figura storica che gli corrisponde. É affascinante ipotizzare che, se avesse abbandonato la sua religione e deciso di eliminare dal suo nome l’elemento divino Thut (Thot, il dio ibis), Thutmosis si sarebbe chiamato Mosis”.


A questo punto la ricostruzione storica di Phillips diventa chiarissima. Amenhotep è il sovrano delle piaghe d’Egitto, scatenate non da Dio ma dall’esplosione di Thera ed interpretate dagli ebrei in cattività come manifestazioni divine. Esse, oltre a portare alla liberazione degli israeliti guidati dal figlio non riconosciuto del faraone, Mosis-Thutmosis, inducono Ekhnaton ad imporre il culto del “dio unico”, che altro non è che Jahvé. Lo scisma non va giù però alla potente casta sacerdotale, che elimina Ekhnaton e perseguita i suoi seguaci. Amarna viene distrutta. Resta il mistero della tomba 55 e delle sepolture “blasfeme”. Ci arriva in aiuto Phillips:“Gli ultimi anni del regno di Ekhnaton mostrano tutti i segni di un disastro naturale: la popolazione diminuisce a vista d’occhio, come si vede nelle incisioni rimaste. Forse un’epidemia decimò la popolazione. É detto in un documento trovato ad Amarna, ove si parla del “dio della pestilenza che sta devastando la zona”. Anche alcuni resoconti, provenienti dalle città egizie di Biblo e Sumura, parlano di numerose vittime in seguito ad una pestilenza. Perfino gli ittiti, che sembra si fossero tenuti a distanza dall’Egitto, ne furono contagiati, come provano alcuni reperti trovati ad Hattusas, l’antica capitale ittita in Turchia.


Non sappiamo di quale malattia di trattò, forse di un insieme di virus attivati dall’eruzione di Thera. Con le campagne disseminate di carogne di animali, eserciti di roditori e invasioni di insetti portatori di virus c’erano tutti i presupposti per la diffusione di una o più malattie. In seguito a questa serie di disgrazie, Smenkhara può averne data la colpa ad Ekhnaton, reo di avere abbandonato i vecchi dei; lo avrebbe fatto seppellire in modo blasfemo per spezzare la maledizione. Poiché le disgrazie continuarono però anche nel regno di Tutankhamen, Smenkhara venne a propria volta seppellito come Ekhnaton; il corpo di quest’ultimo fu trasferito altrove e inumato con onori regali. Circa lo sfortunato Smenkhara, poiché il re era un dio, il destino dell’Egitto e le sue calamità erano legate al faraone. Con una sepoltura del genere, probabilmente, si pensava che la dea della distruzione sarebbe rimasta imprigionata insieme al faraone”.

 

Qui finisce il racconto di Phillips, ma noi ci permettiamo di aggiungere dell’altro, con una tesi provocatoria. Phillips elimina dalla sua visione Dio, e riduce tutto ad una catastrofe naturale sapientemente sfruttata da Thut-Mosis. La “rivelazione” avuta da Mosè e tutto quanto ne segue (il dono delle Tavole della Legge, l’arca dell’alleanza, ecc...) sarebbe stato inventato dagli autori della Bibbia. Ma ha veramente ragione Phillips? Potrebbe invece essere, se si è religiosi e si crede in Dio, che delle forze divine in questo gioco entrassero per davvero: Jahvé e Sekhmet, il cui nome in seguito si trasformò in Sutek e Satana. Secondo questa ipotesi, gli egizi erano convinti che lo spirito del male fosse incarnato nel corpo del faraone, e imprigionato nella tomba 55. Ebbene, quando i profanatori entrarono nel sepolcro di Smenkhara, per poi fuggirne a rotta di collo, lo spirito del male fu libero di riversarsi sulla Terra?

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Travaglio condannato per diffamazione
per un articolo sulle intercettazioni

Travaglio condannato per diffamazione

Padellaro minaccia Salvini
il giornalista aizza via twitter, grimoldi risponde

Padellaro minaccia Salvini: "Fermatelo ad ogni costo!"

Clandestini, chi ci mangia
l'inchiesta shock de la verità

Clandestini, quando si dice risorsa...

I maghi sono tra noi. E fanno danno
non son tutti harry potter

I maghi sono tra noi. E fanno danno

La Madonna appare a S.Bonico?
miracolo a piacenza

La Madonna appare a S.Bonico?

La Madonna appare in Siria
la profezia della guerra

La Madonna appare in Siria

I terrestri? Resi umani dai colonizzatori dello spazio
nuovo libro di mauro biglino. con pietro buffa

I terrestri? Resi umani dai colonizzatori dello spazio


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: MARCO DOZIO
CONDIRETTORE: alessandro morelli

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU