I POTENTI DEL MONDO TREMANO

Brexit, i sondaggi danno i favorevoli all'uscita dalla UE in vantaggio

Da Bruxelles e dai potenti del Regno Unito, velate minacce e presunti disastri in caso di vittoria di chi vuole lasciare l'Unione Europea, ma i due schieramenti sono testa a testa

Redazione
Boris Johnson favorevole all'uscita dalla UE

Foto ANSA

Si avvicina il giorno della scelta dei cittadini del Regno Unito sulla permanenza o meno nell' Unione Europea. Il 23 giugno gli inglesi voteranno il referendum, più comunemente noto con il nome Brexit, ma ad oggi i sondaggi mostrano risultati incerti. Quello che potrebbe accadere dopo tale data avrà riflessi sull'intero sistema finanziario mondiale, e su questo punto si battano i favorevoli alla permanenza nel sistema UE, che immaginano scenari apocalittici nel caso di vittoria del no. Tra questi Londra, intesa come potere politico, Bruxelles e Washington, dalla Fmi della Casa Bianca, passando per la Commissione Ue alla Bce, fino al numero 10 di Downing Street e Bank of England , giungono voci di catastrofi di proporzioni bibliche.
Ma a nulla valgono i tentativi di demotivare il popolo, il supporto al piano Brexit è più che mai forte e le previsioni non negano la possibilità che si e no viaggino testa a testa, fino all'ultima scheda.


L'adesione della Gran Bretagna alla Cee nel 1973, avvenne per la motivazione primaria di incrementare le quote commerciali, grazie alla creazione di un'area di libero scambio. Con i passare degli anni sono cambiati i propositi, o forse si è solo rivelato il piano principale dei cosiddetti padri nobili della Ue, quello di creare un "Superstato", dove ogni giorno aumenta la regolamentazione degli affari economici e della popolazione oltre che il controllo delle leggi di ogni stato firmatario, in quello che può essere definito, de facto, un inferno di imposizioni inutili ad esclusivo uso e consumo dei burocrati di Bruxelles.


Il futuro previsto da quest'ultimi per il Regno Unito è quello di una suddivisione in otto regioni amministrative, facenti capo alla stessa sede del Parlamento Europeo. Inoltre, alcune tra queste regioni dell'Inghilterra, saranno accorpate a Portogallo, Francia Olanda e Germania, mentre rimarranno integre ed entità a se stanti il nord Irlanda, la Scozia e il Galles .
Sarà infine previsto, nei programmi europei, un cambio di denominazione dell'attuale Canale della Manica. Il progetto fa infatti riferimento a documenti europei e non più nazionali, in linea con un regime di tassazione non più sovrano per ogni Stato.
Di questi dati non se ne fa cenno nel dibattito sul tema, il 90% dei media è ben schierato a favore della vittoria del si. L'unica voce che viene fatta sentire alla popolazione, prevede scenari economici in cui verrano colpiti risparmi e posti di lavori.
Eppure, nonostante l'informazione di parte e i moniti dei potenti del mondo, il popolo del Regno Unito sembra sempre maggiormente orientato a tornare libero, abbandonando quella che pare, ogni giorno di più, una nave alla deriva, da cui purtroppo, i cittadini dei paesi europei, non possono fuggire.

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