Rapina di Stato

I numeri sbugiardano Renzi: in aumento debito pubblico e tasse

Nuovo record per il debito pubblico, aumentato di 123 miliardi negli ultimi due anni: in previsione un ulteriore aumento della pressione fiscale

Redazione
I numeri sbiugiardano Renzi: in aumento debito pubblico e tasse

Il presidente del consiglio Matteo Renzi. Foto ANSA

Non passa giorno senza che qualche dato sull'economia del paese dimostri che quelle raccontate dal premier sono favole che rappresentano una realtà inesistente. A sbugiardarlo provvedono innanzitutto i dati di Bankitalia, secondo cui ad aprile l'Italia ha segnato un nuovo record del debito pubblico, salito all'insostenibile livello di 2.230,845 miliardi contro i 2.228,7 miliardi di marzo. A febbraio 2014, quando ha iniziato a governare Renzi, il debito pubblico ammontava a 2.107,6 miliardi di euro, quindi sotto l'attuale governo è aumentato di ben 123,20 miliardi in poco più di due anni: difficile che l'Europa non chieda il conto, costringendo l'esecutivo ad alzare ulteriormente le tasse.

Mentre è in arrivo la rapina di metà anno rappresentata da ritenute Irpef, Tasi, Imu, Ires, Iva, Irpef, Irap, addizionali comunali/regionali Irpef e altro, le imprese e le famiglie dovranno versare ben 51,6 miliardi di euro di tasse; di questi, secondo un calcolo della Cgia di Mestre, 34,8 miliardi finiranno nelle casse dell'erario, 11 in quelle dei Comuni e 5,3 in quelle delle Regioni. Dal pagamento del diritto annuale alle Camere di Commercio, infine, gli enti camerali incasseranno dalle imprese 500 milioni di euro. In termini assoluti, il versamento più oneroso riguarderà le ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori che attraverso il sostituto di imposta saranno trasferite dalle imprese all'erario per un importo pari a 11 miliardi di euro.

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