Sesso contro Partito Democratico

Il Partito dell’Amore contro il PD

La deputata dem Bini propone maxi multe per i clienti delle prostitute, che non le mandano a dire

Andrea Lorusso
Il Partito dell’Amore contro il PD

Foto WEB

La deputata PD Caterina Bini propone maxi multe per i clienti delle prostitute, da 2.500 € a 10.000 € per i cosiddetti utilizzatori finali dei servigi sessuali, tenendo fuori la punibilità delle operatrici, ritenendole sfruttate a priori.

Al di là dell’impianto ipocritamente moralizzante e falsamente ideologizzato (le escort che esercitano liberamente la professione sono migliaia), esilarante è stata una lettera anonima immediatamente recapitata alla Bini: "Sono 9 milioni i clienti di prostitute in italia e sono elettori, i voti non arriveranno se portate avanti queste proposte". Un allarme bello e buono che vuole tirare le orecchie all’esecutivo di Matteo Renzi. La missiva inoltre, minacciava di boicottare il 2x1000, modalità di finanziamento tramite dichiarazione dei redditi, vitale per i partiti dopo l’abolizione del finanziamento pubblico.

Infatti nel Bel Paese girano oltre 7 miliardi di euro nella prostituzione e di sicuro il mestiere più antico del Mondo non può essere debellato o proibito. Anzitutto perché fa parte delle libertà fondamentali arrogarsi il diritto di fare ciò che si vuole del proprio corpo, e poi perché i fenomeni illegali sono il lenocinio, la prostituzione minorile, l’induzione, e non l’esercizio in sé.

Invero la deputata dem escogita un sistema per punire la domanda, esonerando le prostitute. Un modo bieco di reprimere un fenomeno naturale che anziché tentare di espiantare in maniera immotivata, illegittima ed inconcludente, va regolarizzato, tassato e controllato. La proposta di legge è stata condivisa con gli scout dell’Agesci e la Comunità Giovanni Papa XXIII, incontrando favore nelle correnti di Comunione e Liberazione, con Maurizio Lupi per NCD, e di Gianni Melilla per Sinistra italiana.

Una bussola strana quella di un partito che da un lato vuole legalizzare le droghe leggere con l’uso della cannabis, portando sul mercato sostanze nocive, e dall’altro attuare un duro proibizionismo su un libero esercizio che, in condizioni di legalità, non nuoce nessuno.

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