l'opinione

Nizza: strage annunciata. Unica soluzione le espulsioni di massa

I morti della città francese, alle porte di casa nostra, reclamano una verità. Basta coi finti esperti che ci raccontano che i servizi di sicurezza non hanno funzionato, che la polizia ha fallito e altre panzane simili

Max Ferrari
Nizza: strage annunciata. Unica soluzione le espulsioni di massa

Tutti sapevano che sarebbe successo, non c'era niente da scoprire. Questa è la vera tragedia. Prima il premier Valls poi (48 ore fa) il direttore dei Servizi di Sicurezza avevano parlato di stragi imminenti, di autobomba, di veicoli lanciati tra la folla. E allora, se si sapeva, perchè non li hanno fermati? Semplice: ormai il numero dei cosiddetti "terroristi noti e pronti all'azione" è così alto che le varie forze di polizia non riescono a monitorare tutti. Fateci caso: tutti gli stragisti che hanno colpito ultimamente, da Parigi a Bruxelles, erano arcinoti e segnalati, ma non potendo arrestarli preventivamente (in nome della democrazia) si aspetta che colpiscano.


La verità è che, a questo punto, l'unica soluzione è l'espulsione di massa di tutti coloro che sono segnalati come pericolosi e il blocco delle frontiere, tutto il resto è del tutto inutile. La realtà però va all'inverso: mentre i Servizi francesi lanciavano l'ultimo allarme, in Italia il governo utilizzava in maniera imbarazzante la vicenda di Fermo per nascondere sotto il tappeto l'arrivo quotidiano di migliaia di clandestini utili solo agli affari delle coop cattocomuniste. Tra loro sicuramente qualche fanatico pronto a colpire,ma anche tanti, troppi sbandati facilmente sobillabili una volta installati in Europa.


Un potenziale esercito che, se le ribellioni ormai quotidiane nei campi profughi dovessero dilagare, sarebbe totalmente fuori controllo vista l'inerzia dello Stato. Ieri parlando con degli amici israeliani ridevamo amaramente dell'ingenuità di molta gente che crede di essere al sicuro solo perchè ha tagliato le vacanze in Medio Oriente o in Asia. "Non hanno capito che i terroristi sono già qui, sulle spiagge europee- dicevamo- ed ecco, poche ore dopo, Nizza".

Dieci anni fa, durante la rivolta delle periferie parigine, Jean Marie Le Pen mi spiegò che erano la prova generale della guerra civile e il generale Gallois,ormai novantenne ma lucidissimo profetizzò: "Tra 10 anni bande di immigrati islamici metteranno a ferro e fuoco la Francia in una vera e propria guerra interurbana difficilissima da gestire". Lo avevo già raccontato, ma pochi ci credevano. Ci siamo. E siamo solo all'inizio.

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