Intervista al direttore della Rivista Italiana Difesa

Nizza, Batacchi: "L'Europa ha un cancro che non ha voluto vedere"

"L'attentato dimostra che possiamo blindare aeroporti e stazioni, ma i terroristi colpiranno nelle strade e nelle piazze. Il veicolo lanciato contro la folla è una tecnica usata in Medio Oriente".

Marco Dozio
Nizza, Batacchi: "L'Europa ha un cancro che non ha voluto vedere"

Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa, l’attentato di Nizza ci restituisce uno scenario mediorientale?
Situazioni del genere si sono verificate in diverse occasioni in Israele e Palestina, con l’utilizzo di ruspe, pullman, auto. Poco tempo fa il portavoce dello stato islamico Al Adnani aveva incitato i propri adepti a colpire con qualunque mezzo, anche i più rudimentali come coltelli, asce o appunto veicoli lanciati contro la folla. Gli stessi servizi francesi si aspettavano un attacco attraverso un camion bomba.

Qui non ci sono bombe né azioni di un commando preparato militarmente tipo Bataclan. Solo un singolo terrorista, che con un camion e una rivoltella ha compiuto una strage paragonabile, per numero di morti, a quella della stazione di Bologna. Non è ancor più preoccupante?
È la tragica realtà di questa minaccia asimmetrica, difficile da controllare e dalla quale è molto complicato difendersi. Occorrerebbe prevenzione, ma l’Europa da questo punto di vista ha perso molti anni. E le risorse non sono illimitate. Nelle liberal democrazie di massa non possiamo pensare, fortunatamente, a militarizzazioni stile Corea del Nord. Non si può proteggere tutto. Come rivista, a proposito degli attentati di Istanbul, sostenevamo che anche blindando stazioni e aeroporti, i terroristi avrebbero comunque trovato il modo di colpire nelle piazze, nelle strade, accoltellando le persone. Ora usano il camion omicida. Purtroppo dobbiamo convivere con questa situazione.

Nizza è a un passo da casa nostra, anzi storicamente sappiamo che è come fosse casa nostra. Si aspetta un attentato anche in Italia?
Noi abbiamo la redazione a Chiavari: considero Nizza una città italiana, mi sento a casa quando sono lì. È vero, è come se avessero colpito a casa nostra. Ma la situazione del nostro Paese non è paragonabile a quella francese. In Francia esistono comunità islamiche estremiste molto più vaste e radicate rispetto all’Italia. È anche un problema di numeri.

L’Europa è imbelle?
L’Europa ha visto crescere nelle sue viscere un fenomeno senza accorgersene. Stiamo parlando di un fenomeno che si è aggravato negli ultimi anni. Ma l’Europa era impegnata a fare altro. E non si è accorta che dentro di sé stava per crescere questo cancro.

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