L'invasione impedisce l'integrazione

Chiudete le frontiere!

Se per l'immigrazione in generale questo è l'Eldorado, figuriamoci per quelli che ci provano nelle varie forme di richieste di asilo

Alessandro Morelli
Chiudete le frontiere!

Foto ANSA

Migliaia, milioni di persone in arrivo da ogni parte del mondo verso un'Europa invasata dal timore di non essere accogliente nei confronti dell'ultimo arrivato, quello che non ha bisogno di chiedere perché gli venga dato. È così che i Paesi dell'Unione hanno aperto le loro porte, assicurato una casa, normato che uno straniero è identico ad un cittadino di fronte a qualunque legge. Scelte politiche che non hanno avuto l'avvallo della popolazione autoctona, iniziative prese con l'ausilio di Parlamenti lontani e giudici marziani. Case, lavori pubblici, prebende, immigrare così non è cosa poi così difficile, soprattutto se chi ti accoglie è disposto pure a tagliare e nascondere le sue radici in una pruderia suicida che di fronte a chi urla più forte vedrà sempre la civiltà fare passi indietro.


Siamo l'Eldorado per chi arriva, in quale Paese d'origine si possono trovare sanità costruite in decenni, livelli di sicurezza sociali raggiunti in secoli e culture tanto aperte da zittirsi per non togliere la voce persino a chi dice senza nascondersi che le cancellerà? E se per l'immigrazione in generale questo è l'Eldorado, figuriamoci per quelli che ci provano nelle varie forme di richieste di asilo, mantenuti al valore di 35 euro al giorno, o addirittura per chi arriva con tutte le intenzioni di distruggere questo modello sociale. 

Ascoltati, coccolati, sostenuti, questi personaggi applicano la loro legge all'interno delle nostre: trattare le donne come delle giovenche utili sono per fare figli, approfittare delle prebende pubbliche, usare questa Europa che la libertà ha reso tanto moscia da poterla criticare, sbeffeggiare fino a violentarla e ammazzarla senza che nessuno alzi un dito per non offendere le sensibiltà altrui. In questo brodo di cultura, nelle popolazioni che l'Europa non potrà mai integrare perché giunte in massa senza avere l'opportunità di integrarsi con un lavoro, i fondamentalismi trovano terreno fertile. Siano islamici o gang di latinos, troppi e troppo velocemente, questi gruppi non si integreranno nelle nostre città ma ne rimarranno come corpi estranei, tumori che andrebbero estirpati rapidamente per non contagiare la restante parte e invece vengono tollerati nella speranza vana che possano redimersi capendo che il Medioevo rappresentato dall'Islam radicale o la violenza gratuita delle bande riducono a bestie gli esseri umani.

Sono stolti quelli che fanno finta di non vedere cosa è avvenuto nei Paesi Europei nei quali l'immigrazione di massa ha già dato i suoi nefasti frutti? No. Sono conniventi perché l'unica soluzione praticabile è la chiusura delle frontiere e tutti lo sanno compresi loro. Chi è qui, avrà il tempo di integrarsi o di andarsene ma certo non potrà approfittare di nuove masse, nuovi eserciti che aumenteranno il peso politico e sociale delle comunità straniere. Oggi la sconfitta delle politiche europee sull'immigrazione è rappresentato da un numero: l'8% dei Francesi di origine straniera non si sentono francesi.


Quell'8% rappresenta una bomba ben peggiore del camion di Nizza perché è la parte di popolazione che fa nascere più figli, bimbi che cresceranno in famiglie estranee alla terra che li ha visti nascere. Finchè gli stranieri non si sentiranno europei non si potrà più parlare di integrazione, finchè gli europei saranno vittime della malattia mortale dell'immigrazione di massa, l'unica soluzione è quella di chiudere le frontiere.

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