Arrestate 1.500 persone. "I responsabili pagheranno".

Fallito colpo di Stato in Turchia, Erdogan torna al potere dopo poche ore di fuga.

Ieri sera il presidente comunicava dallo smartphone: "Cittadini scendete in piazza, il golpe non avrà successo". Aveva ragione. Al mattino il golpe lampo era già stato stroncato

Alessandro Morelli
Fallito colpo di Stato in Turchia, Erdogan torna al potere dopo poche ore di fuga.

Foto Ansa

Carri armati per le strade e F16 ed elicotteri da guerra che sorvolano Ankara, è golpe nella notte in Turchia. Il Paese che ha il secondo esercito della NATO rischia di passare in mano ai militari che hanno occupato le principali città. Ad Istanbul hanno chiuso i ponti sul Bosforo mentre ad Ankara hanno occupato l'aeroporto. Conquistata anche la strategica Tv di Stato.

Chiusi i social media e preso anche l'intero edificio del partito di Governo. Il presidente Erdogan è in fuga sul suo aereo, secondo la Tv americana Msnbc la Germania avrebbe rifiutato al veivolo del presidente turco l'autorizzazione ad atterrare, intanto ha comunicato dallo smartphone: "Cittadini scendete in piazza, il golpe non avrà successo". Questa, la cronaca di ieri sera.


Ore 4 del mattino. Le Agenzie battono questa notizia: "I militari golpisti turchi che avevano occupato la sede del gruppo editoriale Dogan a Istanbul, bloccando le trasmissioni della Cnn Turk, poi riprese, sono stati arrestati dalla polizia. Lo riferisce la tv statale Trt, anch'essa nelle scorse ore occupata e poi abbandonata dai golpisti".


Ore 5.44:
"L'area del palazzo presidenziale di Erdogan ad Ankara è stata bombardata da un velivolo militare. Lo mostrano le immagini delle tv turche. Una fitta colonna di fumo si leva ancora dall'area colpita".


Ore 6.09: "Sono almeno 336 le persone arrestate finora in tutta la Turchia per aver partecipato al tentativo di golpe militare lanciato ieri sera. Lo riporta Ntv".

Ore 6.42: "Il tentativo di golpe armato messo in campo in Turchia da alcuni militari è stato neutralizzato. Lo ha annunciato il governo di Ankara, che aveva chiesto alla popolazione di scendere nelle strade per fermare i golpisti quando ancora era incerto il suo esito. All'alba gli scontri continuavano in alcune parti del Paese, ma il presidente aveva riguadagnato il controllo della situazione e sventato il tentativo di colpo di Stato. La sollevazione ha causato 60 morti in tutto il Paese, tra i quali anche civili. Secondo il ministero della giustizia, 336 persone ritenute implicate sono state arrestate. "È un tradimento, pagheranno un prezzo molto alto", ha minacciato Recep Tayyip Erdogan, capo di Stato e uomo forte del Paese, poco dopo essere atterrato all'aeroporto militare Ataturk di Istanbul, che nelle prime ore del golpe era stato occupato dai militari ma di cui la polizia, fedele al governo, ha preso sucessivamente il controllo.


Tanto Erdogan che l'esecutivo insistono che il tentativo golpe è fallito e che vi hanno partecipato solo un gruppo limitato di militari. Il presidente turco, che era in vacanza sulla costa del mar Egeo, è riuscito a volare fino a Istanbul dove è stato accolto dalla folla di sostenitori che avevano ripreso il controllo dello scalo. Il premier ha nominato un capo militare ad interim dell'esercito, Umit Dundar, in sostituzione del generale Hulusi Akara, che potrebbe esser stato fatto prigioniero dai golpisti".


Ore 7.14: "Un totale di 754 militari sono stati arrestati in relazione al tentato golpe, costato finora la vita a una sessantina di persone, condotto nella notte tra venerdì e sabato da un gruppo di soldati ribelli in Turchia. Lo ha indicato l'agenzia stampa Anadolu. Inoltre, 5 generali e 29 colonnelli sono stati dimessi dalle loro funzioni su ordine del ministro degli interni Efkan Ala". 

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