Blitz dei sindaci Pd: carta d'identità agli immigrati

Gianluca Donati
Blitz dei sindaci Pd: carta d'identità agli immigrati

Come ho avuto modo di dire in un mio precedente articolo de Il Populista, tempo fa la Camera dei Deputati ha approvato lo Ius soli, che permetterebbe ad un immigrato clandestino di diventare automaticamente cittadino italiano se nato nel nostro paese. Il che significherebbe orde di donne immigrate gravide che verrebbero in massa da noi per scodellare il loro pargolo e dargli il diritto di essere considerato cittadino italiano a tutti gli effetti. Certo, dicono che non sarebbe esattamente così, perché si tratterebbe di Ius soli “temperato”, ma oramai conosciamo la strategia progressista di procedere gradualmente ma inesorabilmente. La legge è passata alla Camera grazie anche all’astensione dei 5 stelle, ma non sarà effettiva fintando non sarà approvata anche al Senato. Dopo la batosta elettorale, però, i 5 stelle sembrano aver cambiato idea (terrorizzati dall’idea di perdere altri consensi) e sembrerebbero intenzionati a rendere la vita difficile al Governo e alle forze di centrosinistra. Inutile dire che se avessimo un monocameralismo come voleva Renzi, la legge sarebbe già passata e attiva. Il centrodestra è unito per dare battaglia in Parlamento e in piazza e ha già minacciato il referendum abrogativo, qualora lo Ius soli diventasse legge. Purtroppo però, rischia di diventare tutto inutile, perché le sinistre stano aggirando il problema in un altro modo. Grazie infatti a una vecchia, sciagurata, circolare dell’allora Ministro degli Interni Alfano, i sindaci Pd, starebbero in queste ore regalando carte d’identità ai clandestini, dandogli di fatto il diritto di diventare automaticamente cittadini italiani. In questo modo, lo Ius soli sarebbe superfluo e quindi anche il referendum si tradurrebbe in un’arma spuntata. La denuncia parte dal deputato leghista Paolo Grimoldi che si è accorto dell'ultimo cavillo usato dai democrat per accogliere più immigrati in Italia. I sindaci piddì stanno, infatti, dando ai richiedenti asilo presenti nei loro Comuni una regolare carta d'identità che sarà valida dieci anni. Il documento non solo ne impedirà l'espulsione ma garantirà pure ai nuovi arrivati l'accesso ai servizi sociali. "Ma ci rendiamo conto dell'assurdità e della pericolosità di questa sciagurata circolare dell'allora ministro Alfano?", chiede Grimoldi infuriato. Molti sindaci stanno infatti cogliendo la palla al balzo e, grazie a quella circolare, stanno dando la carta d'identità ai richiedenti asilo che, è bene ricordarlo, sono immigrati che hanno fatto, per il momento, solo la richiesta dell'asilo ma non l'hanno ancora ottenuta. Questo documento, però, gli consentirà non solo di restare sul nostro territorio per almeno dieci anni, senza poter essere espulsi, ma permetterà loro di accedere a tutti i servizi sociali del Comune. "Tutto questo - chiosa Grimoldi - dopo il relativo periodo biennale di mantenimento in strutture o alberghi pagate dai contribuenti". A far scoppiare la polemica è stato il caso di Lodi. Dopo l'ennesima protesta degli immigrati, la Prefettura ha fatto pressioni sul sindaco di Lodi Vecchio affinché facesse avere le carte di identità a una sessantina di immigrati. Il primo cittadino non ha potuto fare altrimenti e gliele ha date. "Rappresenta un gravissimo precedente - tuona Grimoldi - adesso migliaia dei 28mila immigrati presenti in territorio lombardo potranno fare altrettanto e a questo punto per tutti i dieci anni di durata del documento non li potremo espellere e avranno diritto all'assistenza dei servizi sociali del loro Comune". Se questo dovesse accadere, i costi peseranno sui bilanci comunali che, come ricorda il deputato lumbard, sono "già con la cinghia tirata e con i bilanci all'osso" e che, quindi, andranno incontro al default. Da qui l'appello ai sindaci del Pd: "Svegliatevi una buona volta, ribellatevi a questa direttiva, fatevi sentire con il vostro ministro Minniti per far abrogare questa folle circolare". Ma personalmente penso che l’appello rivolto ai sindaci Pd sia inutile. La verità, è che è in atto una vera e propria sostituzione etnica. Per gli eredi del Pci, siamo “nemici di classe”, borghesi o ex operai imborghesiti, colpevoli di avere magari una casa di nostra proprietà (la proprietà privata è un furto), di esserci economicamente emancipati rispetto al passato e di poter godere di uno stile di vita migliore. I vecchi strumenti di lotta della sinistra, non ci sono più: il movimento operaio, la lotta (o odio) di classe, il sindacalismo. E poco importa se il ceto medio italiano si sta impoverendo e proletarizzando. Alle sinistre, non interessano i lavoratori e i disoccupati italiani. Il loro unico interesse è spalancare le frontiere e far giungere il maggior numero possibile di immigrati, per creare un nuovo “movimento rivoluzionario” costituito da masse di persone sradicate dalla loro terra e divenuti come corpi estranei della nostra comunità. Le sinistre odiano la cultura Occidentale e la vogliano disgregare dall’interno, attraverso l’immigrazione di massa, il nichilismo e il relativismo etico. E complici di questa operazione, sono anche i cattolici. Cattolici e social – comunisti, hanno sempre condiviso una visione “universale”, completamente estranea all’idea di Stato-nazione e ostile all’ideale di Patria e di identità etnica. E per raggiungere questo scopo, sono pronti a tutto; o andando contro le regole democratiche, oppure, al contrario, abusando di un’interpretazione del tutto arbitraria di democrazia, che sconfina nell’anarchia e nel caos. E a questa operazione, dobbiamo rispondere uniti e con forza, per impedire, prima che sia troppo tardi, la devastazione completa. I cittadini, avvertono questo disastro imminente e sono esasperati, quando non addirittura spaventati. Non sanno più cosa fare. Non a caso un recente sondaggio, ha rivelato che circa il 70% degli italiani auspicherebbe un golpe militare per porre fine al declino. Non era mai accaduto, mai con queste cifre. Il centrodestra non può e non deve abbassare la guardia e deve rispondere con vigore, tenendo conto che questa democrazia sta giocando sempre più sporco e che se il gioco non è regolare, occorre reagire con le loro stesse modalità.

Livorno LI, Italia

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