LOTTA CONTRO LA MAFIA

Agli arresti il latitante Fabrizio Russo

L'uomo legato alla Sacra Corona Unita finisce in carcere dopo il periodo da fuggiasco in Spagna

Alex Bazzaro
Conferenza stampa dopo degli arresti contro la Sacra Corona Unita

Foto ANSA

È giunto al termine ieri il periodo di latitanza del ricercato Fabrizio Russo, grazie alla collaborazione del nucleo investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi con la Policia de la Generalidad-Mozos de Escuadra spagnola, che ha portato al suo arresto nella città di Barcellona, dove si era sistemato.
Dopo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa ad aprile 2015 dal gip di Brindisi, per diversi reati tra cui estorsione, detenzione e cessione in concorso di sostanze stupefacenti e induzione a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria, l’uomo era riuscito a fuggire al mandato d’arresto, attraversando i confini italiani per dirigersi verso la Spagna. Secondo alcuni accertamenti, il soggetto avrebbe legami con la “Sacra Corona Unita” un ramo dei “Mesagnesi”.

L’inchiesta, che aveva preso avvio ad inizio del 2012 e terminata ad ottobre 2013, aveva alla direzione il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Francavilla Fontana e della Stazione Carabinieri di Oria(Br), ed era riuscita ad intercettare una buona parte conversazioni telefoniche e video.
Il casus belli, da cui si svilupparono le indagini, fu la denuncia depositata da un imprenditore edile, che aveva subito una richiesta d'estorsione da parte di tre dei sei uomini facenti parte del gruppo sotto accusa insieme al latitante, anch'essi accusati dei medesimi reati. Ma questo non era altro che la punta dell’iceberg. Dalle indagini supplementari emerse un intricato e vasto sistema di traffico di droga, che aveva avviato la vendita al dettaglio non solo di marijuana ma anche di cocaina, eroina e hashish, destinate alla distribuzione nel comune di Oria e limitrofi.

Le vicende dell’imprenditore inoltre proseguirono nel 2013, anno in cui un altro degli scagnozzi indagati, lo avvicinò con lo scopo di minacciarlo per costringerlo a dichiarare il falso in sede di tribunale, e non contento arrivò a chiedere pure un'ulteriore denaro a scopo estorsivo in riferimento ad un cantiere avviato dalla vittima.

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