EX AGENTE SEGRETO PARLA

Anche la CIA ammette: "Obama è un pasticcione"

Che la politica estera di Obama fosse disastrosa è evidente. Ma che a dirlo siano anche i servizi di Intelligence USA colpisce...

Redazione
Anche la CIA ammette: "Obama è un pasticcione"

Che la politica estera di Obama fosse disastrosa, specie la lotta al terrorismo, è un dato sotto gli occhi di tutti. Ma che a lasciarlo intendere sia anche un ex della CIA come Mathew J. Burrows, direttore dell’Atlantic Council’s Strategic Foresight Initiative, come minimo fa specie. Perchè, pur non esponendosi ad attaccare in prima persona il presidente, Burrows ha furbescamente messo in bocca ad altri il suo pensiero e, in un’intervista con un giornale italiano, a proposito della lotta all’Isis ha dichiarato: “A molti sembra che il nostro intervento negli ultimi anni abbia peggiorato la situazione. Anche in Egitto gli americani sono rimasti delusi dall’evoluzione della Primavera Araba. Non che io sia perfettamente d’accordo con queste analisi, ma la maggioranza la pensa così. Io penso che l’impegno americano sarà nei prossimi anni per lo più rivolto alla lotta al terrorismo, per esempio contro l’Isis, in quanto la memoria dell’11 settembre rimane ancora molto vivida nella mente degli americani”. Poi però Burrows ha raddrizzato il tiro.
 

Sebbene la sua affermazione secondo cui “il popolo iraniano ama profondamente gli Stati Uniti” sia a dir poco risibile, l’ex CIA è credibile quando afferma che Washinton e Teheran “possano avere punti di contatto: l’Isis rappresenta un vero problema per gli sciiti iracheni e credo che, anche se il governo iraniano non lo ammetterà mai ufficialmente, Teheran sia molto contenta dei bombardamenti americani. Tuttavia superare il muro che divide le due nazioni dal 1979 dipenderà dall’andamento della trattativa sulla politica nucleare iraniana. Io penso che non sarà una partita facile e che anche dopo un eventuale accordo ci vorrà del tempo per capire se sarà davvero rispettato. Nonostante questo devo però dire che nel lungo termine secondo me, ad un certo punto, i due paesi torneranno amici anche perché le due popolazioni hanno moltissimi punti di contatto”.

In effetti, l’apertura di un’ambasciata USA a Teheran è un bel successo politico, ma era necessario il secondo mandato per arrivare a tanto? E poi, perchè vendere un terzo del debito pubblico americano alla Cina, mettendosi di fatto nelle mani di Pechino? E che dire del rovesciamento di Gheddafi, che ha reso la Libia instabile ed ha riempito l’Europa di clandestini, non più stoppati dal Colonnello? Per tacere dell’aiuto dato ai Fratelli Musulmani in Egitto, per abbattere Mubarak, spalancando così le porte al terrorismo islamico.

Critiche sono state rivolte ad Obama anche dal ministro degli Esteri messicano Claudia Ruiz che, riferendosi alla presenza di jihadisti Isis in Messico, alleati con i narcotrafficanti, ha detto: "L'amministrazione Obama e i media americani stanno trascurando colpevolmente il fenomeno; non riusciamo a capire se si tratti di una strategia, ma questa nuova ondata di integralismo potrebbe riservare brutte sorprese agli Stati Uniti".

Eancora, in Siria Obama ha incoraggiato la rivoluzione, poi l’ha fermata, ha minacciato di bombardare Assad, poi ha bombardato i suoi nemici. In Iraq ha instaurato un governo fantoccio dell’Iran e poi lo ha fatto cadere ed ha permesso che i ribelli filoiraniani si prendessero lo Yemen, paese strategico che controlla gli stretti che danno accesso al Mar Rosso e a Suez. E sempre per tenersi buoni gli iraniani, si è inimicato Israele, del quale ha svelato i piani di un attacco aereo al regime degli ayatollah. Ha guastato i rapporti con la Russia per la Georgia, che poi ha scaricato, e lo stesso ha fatto, e più volte, con l’Ucraina. Spiace dirlo, ma Obama appare il peggior presidente che gli Stati Uniti abbiano mai avuto.

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