ne stanno arrivando a migliaia

Incontro con Minniti, il sindaco di Opera dice no: "Ci rifilano i migranti"

Il leghista Fusco: "Nella Città metropolitana, ad esclusione di Milano, arriveranno altri 5.000 migranti, nel breve, che saranno divisi tra i comuni e che aumenteranno con gli arrivi sempre più massicci in vista del periodo estivo"

Redazione
Incontro con Minniti, il sindaco di Opera dice no: "Ci rifilano i migranti"

"Noi non ci stiamo, non firmiamo e neppure saremo giovedì in Prefettura; non accettiamo i 654 immigrati clandestini e richiedenti asilo che Ministro e Prefetto vogliono affibbiare alla zona del sud ovest e non accettiamo neppure che qualcuno abbia nominato il Comune di Rozzano capofila della nostra zona omogenea che, peraltro, oltre a non essere assolutamente omogenea siamo sempre stati contrari alla sua costituzione. Li prendano tutti Pieve Emanuele, Rozzano e Locate se hanno tutta questa voglia di regalare soldi ai trafficanti di esseri umani anziché aiutare le famiglie bisognose dei propri territori". Così annuncia la sua assenza in Prefettura il sindaco di Opera Ettore Fusco, esponente della Lega.

"Giovedì il Ministro dell'Interno Marco Minniti sarà a Milano per la firma del protocollo, tra sindaci e Prefetto, che sancisce regole e modalità dell'accoglienza nei comuni della Città metropolitana. Il documento da sottoscrivere è stato predisposto dal Prefetto Lamorgese e sottoposto ai sindaci che sono stati chiamati per zone omogenee in Prefettura dove è stato stabilito un capofila per zona che si è poi occupato di coordinare le sette aree. Quel giorno", prosegue Fusco, "sarò lontano dallo Stato e dai suoi palazzi per essere vicino alla gente che ha bisogno di aiuto perché mi recherò con alcuni colleghi e con la Protezione Civile ad Accumoli per valutare un importante progetto di ricostruzione che stiamo portando avanti".


"E se abbiamo ancora uno Stato, ci pensino il Ministro, il Prefetto ed i sindaci quando firmeranno il Protocollo, dovrebbe occuparsi proprio dei terremotati e chiudere le frontiere immediatamente per portare subito le case e la presenza delle istituzioni nel centro Italia martoriato dal sisma". "Dopo la firma del protocollo per un'accoglienza equilibrata, sostenibile e diffusa dei richiedenti la protezione internazionale si procederà con l'invio ai comuni dei migranti che, in numero sempre maggiore, sbarcano nel sud Italia. Nella Città metropolitana, ad esclusione di Milano, arriveranno quindi altri 5.000 migranti, nel breve, che saranno divisi tra i comuni e che aumenteranno con gli arrivi sempre più massicci in vista del periodo estivo", prosegue.


"I richiedenti asilo politico saranno divisi tra tutti i comuni, anche quelli che non firmeranno il protocollo, perché come ha già più volte spiegato il Prefetto Lamorgese, saranno imposti almeno 2,5 ogni 1000 abitanti, a chi aderisce, che potranno però aumentare se  parteciperanno ai bandi prefettizi cooperative o Caritas che avranno comunque individuato soluzioni idonee anche nei comuni non firmatari. Anzi, per incentivare la disponibilità dei sindaci e giustificarla con i cittadini, è stato paventato il rischio dell'imprevedibilità per chi non fissa le regole con la Prefettura che potrebbe così inviare in quei territori dei numeri spropositati di migranti", prosegue la nota del Comune di Opera. 


"Come ho sempre spiegato noi vogliamo aiutare le nostre famiglie bisognose, italiane e straniere, senza alimentare il traffico di esseri umani dall'Africa e la sostituzione sistematica di un popolo", conclude Fusco. "Non vogliamo infine accettare imposizioni colonialiste che ci riportano ai tempi dei mafiosi confinati al Nord per ordine di uno Stato complice di Cosa Nostra, in quell'occasione, che usava questo sistema per aumentare la diffusione sul territorio nazionale di quei boss che fingeva di indebolire, sradicandoli dalle proprie terre di origine, mentre invece li premiava con ricche aree da conquistare. Quegli stessi mafiosi che si sono radicati anche in Lombardia ed oggi, guarda caso, risiedono e fanno politica proprio nei comuni più attenti al business del richiedente asilo politico".

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