Ministro: moriremo così?

Giovanni dAustria
Ministro: moriremo così?
Eh no, non ci siamo. Non ci siamo proprio! Io provo a scrivere anche qui perché la speranza è l'ultima a morire, ma la fiducia è in agonia. Il nostro povero Paese ha subito il peggio che poteva aspettarsi da alcuni decenni a questa parte. Partiti ridicoli, con nomi ridicoli, con personaggi inquisiti, corrotti e falsi. Buffoni che hanno svenduto il territorio e venduto i cittadini ai padroni della finanzia mondiale. Da anni paghiamo tasse su tasse come fossimo sudditi di basso rango, subiamo leggi impossibili e non abbiamo futuro. Ogni cosa che possediamo viene tassata e, come nei peggiori film dalla comicità surreale, ci becchiamo pure la tassa sulla tassa. Ad ogni tornata elettorale si odono proclami, voci alla Cetto La Qualunque: “Vi dipingiamo anche la casa”. Si vedono bagni di folla, strette di mano e sorrisi. E poi? Come sempre, restiamo nella mani di nani, alcolizzati e pinocchi che agitano straccetti azzurri con le stelline delle fate. Sempre la stesa farsa. Vergognosa. Sempre sulla nostra povera pelle martoriata. Ci chiamiamo ancora italiani, ma forse per poco. Il nome che si sta diffondendo maggiormente è Mohammad e i negozi di kebab sono ovunque. I gretini del clima imperversano. I clandestini arrivano non solo coi barconi... io ne ho visti parecchi sui confini sloveni dove spesso mi addentro per fare un po' di attività fisica. Li vedo da anni! E lo sanno tutti! Non vedo, invece, un poliziotto o un carabiniere! E continuo a soffrire e a pagare. Ad ascoltare promesse. Ma caro Ministro, ancora speranza di molti italiani, ma lei lo sa che questa Europa non ci lascerà mai liberi? Mai sovrani? Mai padroni a casa nostra? Lei lo sa, vero? Ricordo che tempo fa, prima delle scorse elezioni, lei voleva andare a battere i pugni a Bruxelles... non ho sentito il tonfo dei pugni. Siamo sotto ricatto vero? Ce lo dica chiaramente. Siamo incatenati? Dobbiamo arrenderci e marcire nella galera europea? Eh no! Io mi sto preparando per mandare mio figlio a studiare all'estero, e sto pensando di andarmene anche io, che sono figlio di un grande uomo delle Forze Armate di un tempo, uno di quelli che diede la vita per il Paese. Questo pensiero mi pesa come fosse un tradimento degli insegnamenti e dei sacrifici di mio padre, ma anche io ho un figlio. Ho pochissimi risparmi e non voglio perderli qui, controllato come fossi un delinquente. Senza un domani. Caro Ministro, so che lei è circondato da una banda di semianalfabeti rossi che stanno cercando in tutti i modi di fermarla, ma se non vedremo fatti, questa sarà l'ultima volta che andrò a votare e mi attiverò per andarmene. Pensa che io sia un vigliacco? No, caro Ministro, ho sempre lottato onestamente e duramente, ma questa volta devo garantirmi ancora qualche anno di sopravvivenza e lo devo soprattutto a mio figlio. Ora basta. Stiamo soffocando. Il popolo italiano, o quel che ne rimane, sta soffocando. La politica non ci sta aiutando da troppo tempo, ci ha sempre e dico sempre ingannati, e ora ci sta portando alla morte. Se lei incarna i valori di mio padre, di chi ha servito il Paese in silenzio e subendo, faccia quello che tutti vorremmo, vada a Bruxelles e dica: “Basta, devo salvare il mio popolo!”.

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