intervista alla giovane astrofisica di radio padania

Sara Garino, la politica italiana vista dalle...stelle

"La generazione dei miei nonni ha ricostruito l’Italia dalle ceneri fumanti della guerra a prezzo di duro lavoro e sacrifici: è impensabile che tutto questo vada distrutto"

Redazione
Sara Garino, la politica italiana vista dalle...stelle

Sara, come è nata la tua passione per l’Astrofisica?
Avevo poco più di cinque anni e stavo guardando con mia Mamma un programma sulle più grandi scoperte di tutti i tempi. Quel giorno si parlava di Newton e della mela che gli cadde sulla testa mentre riposava sotto un albero nella campagna londinese (tra l’altro, proprio durante il periodo di isolamento causato da un’epidemia di peste). Quel fatto solo apparentemente banale lo portò a chiedersi perché sulla Terra gli oggetti cadano e perché invece la Luna non precipiti sulla Terra, arrivando così alla formulazione della teoria della Gravità che spiega la dinamica di tutti i corpi celesti nell’Universo. Passai poi il resto della serata col naso all’insù, affascinata dal mistero e dai segreti di tutti quei puntini nel cielo (e ovviamente desiderosa di scoprirli).

Parlaci di te, quali sono gli altri tuoi interessi?
La Politica principalmente. Da piccina sono sempre stata abituata a vedere quotidiani per casa o a dover contendere i cartoni animati con il telegiornale. Quindi la voglia di documentarmi e la passione per quello che accade nel Paese e sul Territorio sono cresciute con me. Lo sento come un modo per contribuire anch’io al benessere collettivo, oltre che come dovere civico. La generazione dei miei Nonni ha ricostruito l’Italia dalle ceneri fumanti della guerra a prezzo di duro lavoro e sacrifici: è impensabile che tutto questo vada distrutto per colpa di decisioni scellerate e contro il buonsenso. Ho studiato anche Economia e Comunicazione e mi occupo di Giornalismo. Mi piace coniugare i due approcci: quello scientifico per analizzare i fatti e lo storytelling per descriverli efficacemente.

Conduci una trasmissione su RPL. Di che cosa ti occupi?
In realtà le trasmissioni sono due. Siamo partiti con Alto mare, una rubrica di approfondimento politico in onda su RPL tutti i Martedì dalle 12:00 alle 13:00. Lo scopo è quello di approfondire le tematiche di stringente attualità, specie le storture, le illogicità e i pasticci che spesso ci fanno sentire davvero una Nazione in alto mare. L’idea mi è venuta pensando a Dante e a quel suo descrivere l’Italia come una nave senza nocchiere in gran tempesta. Questa settimana partirà anche un nuovo spazio dedicato al Territorio, Alto mare Regioni: ogni Giovedì dalle 18:30 alle 19:30 approfondiremo con Ospiti e con l’importante contributo del Pubblico questioni legate alle realtà politico-economiche locali. Sempre con l’obiettivo di fornire spunti di riflessione nuovi, approfonditi, fuori dal mainstream.

Che cosa ne pensi degli UFO?
Facciamo un passo indietro. Il Sole non è che una dei circa 100 miliardi di stelle che popolano la nostra galassia. Nell’Universo ci sono miliardi e miliardi di galassie, ciascuna dunque con miliardi di stelle all’interno, passibili di aver dato luogo a un sistema di pianeti del tutto simile al nostro. Pensare che la vita si sia sviluppata solo da noi sulla Terra mi sembra davvero un discorso statisticamente poco probabile. Esistono importanti campagne di studio dedicate alla ricerca di vita extraterrestre: dall’utilizzo di radiotelescopi per inviare segnali nel cosmo (come nel caso del progetto SETI) all’impiego dei satelliti cacciatori di esopianeti (missioni KEPLER e TESS). C’è poi tutta l’affascinante branca dell’Esobiologia, ovvero la disciplina che studia le condizioni di possibile sviluppo della vita su pianeti extrasolari. In quanto agli UFO propriamente detti, per il momento gli unici che ho visto sono quelli che siedono su alcune poltrone romane di Governo: ditemi voi se non sembrano provenire da un altro mondo!

Hai un motto, una frase che ti sta a cuore?
Prendo ispirazione dai Latini: “Per aspera ad astra”, ovvero “attraverso le difficoltà si raggiungono le stelle”. Come dico sempre alla fine della trasmissione, bisogna essere i nostri sogni e provare noi, per primi, a creare con perseveranza il cambiamento che vogliamo vedere e sperimentare. Le stelle ci insegnano a non piegarci, a guardare sempre verso l’alto, combattendo con coraggio e consapevolezza per una società e un mondo migliori. Sono Piemontese e in questo senso voglio rivolgere un pensiero speciale alla mia città, Torino, a cui certe “stelle” stanno procurando non pochi danni. Non è livellando, accontentandosi e giocando al ribasso che si rende grande una comunità. Ci sono tante energie imprigionate nel tessuto culturale e produttivo: vanno incentivate a fare e a splendere, libere dall’oscurantismo della decrescita felice.

Sara, grazie per il contributo.
Grazie a voi e, come si dice in gergo astrofisico, cieli sereni a tutti!

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