Carriera in cambio di sesso, scelta o costrizione?

La gogna, è la sola molestia accertata

Copiose, a valanga arrivano denunce di presunte molestie sessuali, ultimo nella trappola è il regista Brizzi

Andrea Lorusso
La gogna, è la sola molestia accertata

Foto iltempo.it

Quello delle molestie sessuali è un tema delicatissimo e quanto mai spinoso, specie in un’epoca di massima tensione sull’argomento, come quella che stiamo vivendo. L’impressione però è che i fatti scoppino ad orologeria, come grappoli programmati di notizie che creano un trend mediatico a cui tutti, in buona o malafede, s’accodano.

Prendiamo Fausto Brizzi, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano. Dopo accuse raccolte da Il Messaggero e Le Iene, è finito sulla graticola delle presunte molestie e violenze sessuali. Atti macabri, che se realmente consumati, andrebbero assolutamente condannati sia dal punto di vista professionale, etico e morale, che da quello penale e risarcitorio.

Il problema è accertare la veridicità di questi episodi.
Se una attrice che ha inventato una storia, o, usato il proprio corpo per fare carriera, conquista la ribalta con una forzatura dei fatti, siamo di fronte ad una menzognera, o ad una prostituta. Non dimentichiamoci che il confine è molto labile, ognuno è libero di fare ciò che vuole del proprio corpo, ma concedersi per un fine ed essere molestati, è una differenza enorme.

Il cinema, così come l’editoria, il calcio, la televisione, e tutto il mondo dello spettacolo, è pieno di prostituti intellettuali, questa è una banalità talmente plateale da essere empiricamente sotto gli occhi di tutti.

Se io fossi un giornalista corrotto che per anni ha scritto il falso, e poi quando ho il sedere presso un altro editore, a distanza di anni, dichiarassi: “Tutto quello che ho scritto è stato frutto di violenze verbali e coercizioni, ho vergato per anni cose non vere”, immediatamente il mio editore-direttore senza prova di contraddittorio sarebbe definito un tiranno, e poco importa io sia stato un disonesto professionalmente.

Una avance economica o sessuale, mettiamolo in chiaro, si può rifiutare. Una molestia è frutto di una violenza consumata senza la nostra volontà, la nostra accondiscendenza ad andare a letto con il Drago per imparare a sputare fuoco, è figlia della nostra corruzione morale, non imputabile al giudizio dei Tribunali.

Essere pentiti di avere dato il corpo o la dignità per un impiego, in qualunque campo avvenga, non ci consente di distruggere l’altrui carriera a scoppio ritardato, e senza gli strumenti probatori per delineare atti illeciti, dovremmo prima di tutto (noi commentatori) salvaguardare la presunzione d’innocenza.

Il 14 Dicembre c.a., è in uscita per Warner Bros “Poveri ma ricchissimi”, film dalla cui locandina verrà stralciato il nome di Brizzi, oltre ad essere oscurato nella promozione. Ed è stato costretto a sospendere qualsiasi attività lavorativa-imprenditoriale, onde evitare strumentalizzazioni. Finché non verrà prodotta una qualsiasi condanna reale, Brizzi resterà un bravissimo scrittore di commedie, che ha intinto la sua penna solo sulla carta stampata.

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