la vittima doveva risarcire 20mila euro

Filmini hot in rete, la suicida era stata condannata a pagare le spese legali

Alla donna era stato imposto il rimborso nei confronti di Citynews, Youtube, Yahoo, Google e Appidea: 3645 euro per ciascuno, oltre alle spese generali nella misura del 15%

Redazione
Filmini hot in rete, la suicida era stata condannata a pagare le spese legali

La vittima, Tiziana Cantone, 31 anni

Non solo era vittima, ma in più era stata condannata a risarcire i siti Internet che avevano pubblicato, a sua insaputa, i filmini hot che la ritraevano e che un "amico", al quale li aveva inviati, aveva sparpagliato nel Web. La vicenda sarebbe iniziata come un gioco: lei stessa avrebbe spedito quelle immagini a un ristretto numero di amici, uno dei quali l'avrebbe tradita trasmettendo il video a qualcun altro. E così via, in una catena di inarrestabile diffusione. Le immagini erano finite praticamente ovunque, siti porno compresi, dando vita sul web a una catena di insulti e dileggi.


Alta, bruna, capelli lunghi e sguardo intenso, un fisico da modella. La donna lavorava nel locale di cui erano titolari i genitori. Il peso di questa vicenda si era fatto insostenibile, in un crescendo di angoscia e depressione, fino al tragico epilogo. E oltre al danno, c'era la beffa. Da un lato il giudice le aveva dato ragione obbligando alcuni social, come Facebook, a rimuovere video, commenti, apprezzamenti e al pagamento delle spese per una cifra pari a 320 euro. Dall'altro lato era stata a sua volta condannata a rimborsare le spese legali a cinque siti per circa 20mila euro. Si legge questo nella decisione del giudice sul provvedimento di urgenza chiesto dalla 31enne per la rimozione dai siti web dei video hard. La decisione è stata depositata lo scorso 8 agosto.


Il giudice aveva accolto parzialmente le richieste stabilendo che per alcuni motori di ricerca e altri siti, che avevano già provveduto alla rimozione delle immagini e dei commenti, l'azione era da respingere. La domanda, invece, era stata accolta nei confronti di Facebook e di altri soggetti ai quali veniva imposta l'immediata rimozione di ogni post o pubblicazione con commenti e apprezzamenti riferiti alla donna. Per quanto riguarda, poi, le spese il giudice aveva condannato Facebook ed altri tre soggetti al pagamento di 320 euro ciascuno per esborsi e 3645 euro per compensi professionali. La ricorrente era stata condannata al rimborso nei confronti di Citynews, Youtube, Yahoo, Google e Appideas di 3645 euro, per ciascuno, per le spese legali oltre al rimborso delle spese generali nella misura del 15%.

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