il ritorno della guerra fredda

Obama ordina: "Macché Califfato. Spiate la Russia"

Pur di sostenere la campagna elettorale della Clinton, Barack rilancia la panzana degli hacker russi ed aumenta gli stanziamenti agli 007 perché monitorino il Cremlino. E così, anzicché dare la caccia all'Isis, se la prende con Putin

Alfredo Lissoni
Obama ordina: "Macché Califfato. Spiate la Russia"

Sull'asse Washington-Mosca si conferma la ripresa di tensioni dal sapore di Guerra Fredda. L'intelligence americana ha ampliato le sue attività di spionaggio contro la Russia a livelli mai raggiunti dalla caduta del muro di Berlino nel 1989, che segnò la fine della contrapposizione politica tra le due potenze mondiali di allora: Stati Uniti e Unione Sovietica. È il Washington Post a scriverlo, citando funzionari americani.


Secondo il giornale americano c'è stata una mobilitazione di risorse, incluse quelle che erano state tolte da missioni riguardanti la Russia per focalizzarsi sulla lotta al terrorismo e sulle zone di guerra dove gli USA sono impegnati. Ad essere coinvolti sono agenti segreti della CIA ed esperti di cyber-spionaggio della National Security Agency. È escluso però un ritorno ad attività tipiche della Guerra Fredda, quando il 40% o più delle risorse delle agenzie d'intelligence USA veniva dispiegato per tenere traccia di spie russe e comunisti. Ora la percentuale di risorse destinate alla Russia è al 10%, scrive il Washington Post, facendo notare che negli ultimi due anni è salita.

Anziché dare la caccia all'Isis e ai foreign fighters penetrati nel tessuto Occidentale, il molliccio presidente americano non trova di meglio che rinvigorire l'intelligence USA proprio in un momento in cui la Russia punta ad affermarsi come una potenza mondiale. D'altra parte, riferiscono le fonti, negli ultimi due anni la Casa Bianca è stata colta impreparata dalle mosse del Cremlino, "dall'annessione della Crimea all'intervento nella guerra in Siria passando per le presunte attività di hackeraggio che stanno caratterizzando la campagna elettorale in corso", che peraltro sono risultate essere una balla.

La scusa ufficiale per questo spreco di soldi e di uomini, da parte del presidente pro-Islam, sarebbe che "l'intelligence statunitense sta cercando di recuperare il terreno perso". La lotta al terrorismo resta la priorità numero uno, fanno sapere, con la coda di paglia, "alla quale però torna ad aggiungersi anche la Russia". Lo dimostrano direttive della Casa Bianca e dell'Ufficio del direttore dell'intelligence nazionale: da esse emerge che per la prima volta dal collasso dell'URSS, Mosca ha assunto un'importanza particolare. D'altra parte, l'azione di pirati informatici a danno del Democratic National Committee - l'organo che gestisce il partito democratico - fa temere "un tentativo da parte di Mosca di mettere a repentaglio le istituzioni democratiche o di condizionare l'esito delle prossime elezioni presidenziali". E con questa frottola il contribuente medio americano è bellamente preso per il naso.

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