la giustizia trionfa

Caso Corazzo, i politici: "Se un ladro entra di notte in casa mia sparo"

Chiesta l'archiviazione per il gioielliere che nel novembre 2015 uccise il rapinatore albanese che aveva sequestrato lui e la sua famiglia per rapinarli. Il Centrodestra plaude alla sentenza

Redazione
Uccise il rapinatore albanese. Il Pm: "Fu legittima difesa"

Foto ANSA

"Un'ottima notizia". Viviana Beccalossi, assessore di Regione Lombardia, ha commentto l'archiviazione da parte del pm di Milano, Grazia Colacicco, per Rodolfo Corazzo. "Ho conosciuto personalmente Corazzo nell'immediatezza dei fatti. Fin dal primo momento ho capito di avere di fronte una persona che ha agito solo ed esclusivamente per difendere la propria famiglia tenuta in ostaggio per oltre 3 ore sotto la minaccia di un'arma". "La difesa è sempre legittima. Se entra un ladro, in casa mia, di notte, non gli chiedo chi è, se vuole un caffé: alle 3 di notte gli sparo", ha commentato il Governatore lombardo Roberto Maroni alla trasmissione televisiva Mattino5.


"Non sono un pistolero o un eroe. Ho solo difeso la mia famiglia". Questa la prima dichiarazione di Rodolfo Corazzo, il gioielliere che il 24 novembre 2015 uccise uno dei rapinatori che era entrato nella sua villetta a due piani di Lucino, frazione di Rodano in provincia di Milano. Erano entrati in tre, nella notte, tutti albanesi, e per due ore e mezza lo avevano tenuto in ostaggio con la moglie e la figlia, minacciandoli e aggredendoli con le armi che lo stesso Corazzo teneva in casa, regolarmente denunciate. Lui però era riuscito a liberarsi e a rispondere col fuoco, uccidendo l'albanese Valentin Frrokaj, ergastolano, con una lista di precedenti da guinnes, evaso ben due volte dal carcere.


Due ore di terrore, in balia dei tre, al termine delle quali l’orefice reagì sparando un colpo in aria con la sua Glock per intimidire i banditi. I tre scapparono ma nella fuga risposero al fuoco con due pistole appena rubate. In tutto vennero esplosi 10 colpi, tre sparati dal gioielliere e sette dai banditi. Valentin Frrokaj rimane ucciso. Il suo è un lungo curriculum criminale: pluripregiudicato, ricercato per un omicidio commesso il 23 luglio 2007 a Brescia quando uccise a coltellate un connazionale e per il quale è stato condannato all’ergastolo. Frrokaj era stato arrestato il 14 agosto 2013 dai carabinieri di Cassano d’Adda dopo esser evaso il 2 febbraio 2013 dal carcere di Parma insieme ad un suo connazionale. Nella circostanza fu trovato con una pistola 7.65 Beretta con matricola abrasa e materiale idoneo ad immobilizzare eventuali vittime di rapina in villa. Nuovamente evaso il 7 maggio 2014 dalla casa circondariale ‘Pagliarelli’ di Palermo, era ricomparso nella villetta di Corazzo. E lì si era interrotta la sua lunga carriera criminale.

Successivamente l'orefice era stato indagato per eccesso colposo di difesa ma le indagini successive, tra cui gli accertamenti tecnici e balistici, hanno convinto la procura della sua innocenza e confermato il suo racconto. "Ha sparato al ladro per legittima difesa", questa l'ammissione, ora, anche del pm di Milano Grazia Colacicco che ha chiesto l'archiviazione per Rodolfo Corazzo. "Finalmente è la fine di un incubo. Ringrazio la magistratura per la sua sensibilità", ha detto lo stesso Corazzo dopo aver appreso della richiesta della Procura che dovrà essere valutata da un gip.

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