Banche in malora. Ma i banchieri incassano liquidazioni milionarie

Disastro Monte dei Paschi: l'Ad Viola intasca 3 milioni di euro di buonuscita

Può sprofondare la banca che dirigono, eppure i manager riescono sempre a uscire intonsi dalla bufera. Passando all'incasso. L'ultimo caso riguarda Mps, dove lo Stato figura come azionista di peso

Marco Dozio
Disastro Monte dei Paschi: l'Ad Viola intasca 3 milioni di euro di buonuscita

Foto ANSA

Può sprofondare la banca che dirigono, incolpevoli risparmiatori possono finire sul lastrico fino a suicidarsi, quindi incolpevoli contribuenti possono essere costretti a sborsare fior di quattrini attraverso i salvataggi di Stato. Eppure loro, i banchieri, i manager delle banche in malora, sono gli unici a cadere in piedi, anzi a planare su morbide buonuscite milionarie.

L’ultimo caso al Monte dei Paschi di Siena, dove l’amministratore delegato Fabrizio Viola si è dimesso intascando 3 milioni di euro lordi. Il Fatto Quotidiano specifica che il manager, da 4 anni alla guida di Rocca Salimbeni, incasserà 2,34 milioni lordi di liquidazione e altri 749mila euro di indennità. Che Mps sia in pessime acque, il malato d’Europa, evidentemente è dettaglio trascurabile.

Il meccanismo è lecito, per carità, ma regala un profondo senso di ingiustizia e impotenza. Al di là del caso specifico, i cittadini possono essere beffati, impoveriti, distrutti, truffati dalla banca di fiducia, impossibilitati a recuperare i loro soldi, quindi nemmeno rimborsati dallo Stato, insomma sono gli unici a pagare a caro prezzo, in prima persona, magari con la propria vita, colpe altrui.

Poi ci sono loro, banchieri e manager responsabili o corresponsabili, sempre abili a uscire intonsi dalla bufera: nel senso che non pagano mai, nemmeno dal punto di vista giudiziario, e passano all'incasso sempre. Sarà litania populista, ma l’auspicio è che venga rivisto l’automatismo delle buonuscite milionarie almeno nei casi più eclatanti, almeno al Monte dei Paschi dove lo Stato figura come azionista di peso.

Lo chiederemo a Matteo Renzi, quello che non più tardi di qualche mese fa (fine gennaio 2016) pronunciò l’esiziale frase passata alla storia: “Oggi la banca è risanata e investire in Mps è un affare. Su Mps si è abbattuta la speculazione ma è un bell'affare, ha attraversato vicissitudini pazzesche ma oggi è risanata, è un bel brand”. E anche una bella liquidazione.

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