I fallimenti del PD

Immigrazione, il direttore di Libero: "Bisogna attuare le ricette di Salvini"

Pietro Senaldi: "L’insofferenza è figlia della politica dell’accoglienza non regolamentata, del giustificazionismo verso i furti e le aggressioni, del sorvolare sugli stupri che gli immigrati compiono più degli italiani e dell’assistenzialismo senza ritorno"

Redazione
Immigrazione, il direttore di Libero: "Bisogna attuare le ricette di Salvini"

Foto ANSA

Il 46% degli italiani ritiene che gli immigrati siano un pericolo per la sicurezza e l’ordine pubblico, secondo un studio del politologo Ilvo Diamanti pubblicato su Repubblica. Mentre un sondaggio di Matrix ha rilevato che il 75% ritiene che siano un problema e non una risorsa come dice la Boldrini. Dunque, in sintesi, gli italiani non ne possono più di questa immigrazione incontrollata. Probabilmente, dopo aver compulsato analisi come queste e aver rimediato una scoppola storica alle amministrative con il trionfo della Lega, il PD ha innestato una goffa marcia indietro sullo Ius soli, provvedimento che fino a pochi mesi fa era giudicato indispensabile e non rinviabile, una “legge di civiltà” come ripetono lorsignori.

Il clima è cambiato e l’esercito dell’accoglienza senza se e senza ma si dirada ogni giorno che passa, con molti buonisti in servizio permanente che si convertono alla necessità di porre argine agli ingressi. Anche all’interno del PD si è assistito alla sorprendente metamorfosi di Renzi e di altri esponenti più o meno rilevanti, i quali dopo tre anni e 600.000 clandestini accolti dal loro governo si accodano alle posizioni della Lega.

Come scrive Pietro Senaldi su Libero: “L’insofferenza è figlia della politica dell’accoglienza non regolamentata, del giustificazionismo verso i furti e le aggressioni, del sorvolare sugli stupri che gli immigrati compiono più degli italiani e dell’assistenzialismo senza ritorno – spiega il direttore della testata -. In questi anni di governi a guida Dem i cittadini hanno avuto la percezione, molto aderente alla realtà, che lo Stato si occupi più di chi arriva rispetto a chi è nato in Italia”.

E ancora: “Per mantenere un profugo nullafacente spendiamo più che per dare una pensione minima a una vecchietta e in tema di sanità e case popolari siamo più generosi con le prolifiche famiglie di immigrati piuttosto che con le nostre”. L’analisi spiega molte cose della deriva in atto: “Se quando poi un branco di giovani magrebini stupra una turista o un aitante marocchino approfitta di un’ottantenne, da sinistra, anziché denunciare l’allarme sociale, si alzano voci di ministre e cariche istituzionali che si affrettano a precisare che anche gli italiani commettono violenze sulle donne, ecco che il gioco è fatto: la gente non solo si sente alla mercé dello straniero ma pure abbandonata da chi dovrebbe tutelarla e conseguentemente aumenta la sua diffidenza verso gli extracomunitari”.

Senaldi scrive che per riportare un po’ di decoro occorrerebbe ispirarsi alle ricette della Lega: “Per favorire l’integrazione e far digerire agli italiani i migranti, il PD dovrebbe ispirarsi a Salvini e Meloni e impegnarsi innanzitutto a impegnarsi innanzitutto a garantire sicurezza per i cittadini nonché pene severe per gli immigrati che delinquono, quote d’ingresso commisurate alle necessità reali del Paese, respingimenti di chi non ha diritto di venire qui e taglio dei fondi a chi specula sull’accoglienza”.

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