Soldi sporchi

Sequestro di un milione e mezzo di euro agli eredi del socio di Vito Ciancimino

Brancato e Ciancimino curarono l’appalto della metanizzazione della Sicilia e la distribuzione del gas a Palermo. Soldi e gioielli sequestrati nel Principato di Andorra

Fabio Cantarella
Sequestro per oltre un milione e mezzo di euro agli eredi dell’ex socio di Vito Ciancimino

Denaro e gioielli per oltre un milione e mezzo di euro sono stati sequestrati dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo agli eredi dell’imprenditore palermitano Ezio Brancato, noto alle cronache per essere stato socio dell’ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino.

Secondo le Fiamme Gialle si tratterebbe di beni frutto del tentativo di occultare, trasferendole all’estero, le disponibilità sfuggite all’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale adottata nel maggio del 2013 dal Tribunale di Palermo nei confronti degli eredi di Ezio Brancato.

Vito Ciancimino ed Ezio Brancato facevano affari d’oro negli ’80 e ’90 grazie agli appalti relativi alla realizzazione della rete di metanizzazione della Sicilia oltre che della distribuzione del gas a Palermo. Il sequestro giunge a conclusione di una indagine del G.I.C.O. di Palermo coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e dai pm Siro De Flammineis e Gaspare Spedale, che ha portato all’individuazione nel Principato di Andorra di conti correnti bancari sui quali risultavano depositi per quasi un milione e quattrocentomila euro, oltre a cassette di sicurezza all’interno delle quali sono stati trovati 90.000 euro in contanti e preziosi il cui valore complessivo si attesta intorno ai 70.000 euro.

Le indagini hanno permesso di accertare che nei due mesi immediatamente successivi ai primi sequestri operati in Italia e Spagna nel 2013, gli indagati avevano trasferito nei caveau degli istituti di credito andorrani quasi un milione e mezzo di euro. Gli uomini della Guardia di Finanza hanno contestualmente applicato, nei confronti della moglie e delle figlie di Ezio Brancato, la misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di beni per 4 milioni e 700mila euro relativi a operazioni economiche tra l'imprenditore e Gianni Lapis, prestanome di Vito Ciancimino, oltre a beni immobili, valutati complessivamente in 500mila euro. Si tratta di un appartamento di Palermo e quattro terreni che si trovano tra i comuni di Balestrate e Partinico.

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