In Calabria per Oliverio, Boldrini e Manoccio, festa dell’integrazione-accogliente ma soprattutto “conveniente”

domenico furgiuele
In Calabria per Oliverio, Boldrini e Manoccio, festa dell’integrazione-accogliente ma soprattutto “conveniente”

Torna il Festival delle Migrazioni ad Acquaformosa, la quinta edizione che si svolgerà dal 18 al 22 agosto. Ce n'è per tutti i gusti. Dalla presenze del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Marco Minniti, al Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, passando per il Sindaco di Riace, Mimmo Lucano, e non è esclusa la presenza della presidente della Camera l’On. Boldrini. Il delegato della Regione Calabria per l'Immigrazione, Giovanni Manoccio, anche quest’anno ha voluto usare come filo conduttore della serata la forzata ironia nei confronti di un leader nazionale come Matteo Salvini, il tutto “condito” nella solita salsa che richiama l’irresponsabile modello dell’accoglienza e dell’integrazione a “tutti i costi”, cosi come comandano le più alte istituzioni europee. Dunque, con l’intenzione di promuovere il solito modello che mira a favorire “l’invasione” della nostra nazione, sfruttando uomini e donne illusi appositamente per essere indotti a intraprendere viaggi della speranza che, dove non dovessero risultare “fatali”, nella migliore delle ipotesi conducono gli stessi clandestini a vivere miseramente, e ad assumere lo status di “ticket-umano” al quale associare un contributo economico statale giornaliero di 35/40 euro per le solite cooperative “No Profit” di turno. Acquaformosa, grazie ai suoli “lungimiranti” rappresentanti politici, sarà ancora una volta protagonista della manifestazione per eccellenza più razzista d’Italia, nella quale verrà promossa la peggiore delle intolleranze, e cioè quella verso gli Italiani. Per “merito” di Manoccio ed Oliverio, quello Acquaformosano oggi, è il modello dell’invasione e del razzismo contro gli italiani, un esempio che mira a privilegiare la presenza di clandestini per avere nuovi lavoratori a basso costo e nuovi consumatori, secondo logiche transnazionali, il tutto per soddisfare il volere dei mercati e della finanza internazionale dunque, pericolosamente anche per questo, un modello molto apprezzato dalle Istituzioni Europee. Poco importa se ciò potrà significare distruggere la nostra società attraverso effetti collaterali che andranno ad incrementare fenomeni come l’accattonaggio e la prostituzione, per questi politici del Pd, quello che conta è costruire una alternativa “numerica” che vada a sostituire una popolazione sempre più vecchia perché i giovani non riescono a perseguire il sogno di farsi una famiglia. Chiaramente dietro questo “Fanatismo dell’accoglienza” uno degli attori principali è proprio Manoccio che è attualmente, dopo essere stato per 10 anni sindaco, vicesindaco di questo comune. Mentre i suoi cittadini scappano in cerca di lavoro, da anni Manoccio tenta di ripopolare il suo paese con immigrati più pronti dal punto di vista dell’incremento delle natalità e meno ingombranti dal punto di vista della tutela dei diritti. Dunque i giovani di Acquaformosa vengono rimpiazzati sistematicamente da baldi giovani di colore, rigorosamente vestiti alla moda e con cellulari di ultima generazione, che bivaccano per il paese. Gli stessi sono poi gestiti, da un 'associazione la " Don Vincenzo Matrangolo”, a tal proposito vogliamo rivolgere al “Vicesindaco di Acquaformosa nonché delegato regionale all’accoglienza” Manoccio alcune domande; E’ vero che sua Moglie lavora o collabora, sempre assumendo ruoli diversi, nella medesima associazione? E’ vero che il presidente dell’associazione in questione è fratello di un suo ex assessore, mentre socia o con ruoli che cambiano spesso ne fa parte la moglie dell’attuale sindaco anche lui Pd? E’ vero che il negozio di generi alimentari della moglie di un assessore in carica, fornisce i prodotti anche ai rifugiati ospiti dell’associazione Don Vincenzo Matragolo? In definitiva, è vero che a lavorare nell'associazione sono amici e parenti di tutti i membri della maggioranza? Non sappiamo se avremo mai una risposta a tali domande, di solito chi tace acconsente, quel che è certo è che il tutto si fa per una integrazione accogliente, ma soprattutto “conveniente”.



Nota della Redazione: non sappiamo come siano da inquadrarsi le situazioni ipotizzate dal lettore e dunque restiamo anche noi in attesa di una risposta dai diretti interessati.

88046 Lamezia Terme CZ, Italia

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