In libreria nuovo saggio sul grande mangaka

I mondi ecologisti di Hayao Miyazaki

Pacifismo, rispetto della natura ed un ritorno all'anima fanciullesca di ogni uomo sono una costante nelle opere di questo grande regista giapponese. Oggetto di decine di studi e biografie

Stefania Genovese
I mondi ecologisti di  Hayao Miyazaki

Molti libri sono stati realizzati sul grande maestro giapponese di anime Hayao Miyazaki, fumettista, sceneggiatore, animatore, regista e produttore, ormai consacrato tra i principali narratori mondiali dell'animazione

Le sue opere aprono una porta su un mondo di storie dedicato prevalentemente all'infanzia e all'adolescenza, ricche di metafore pedagogiche ma anche di profonde riflessioni in grado di creare convergenze profonde tra storia, mito ed estetica, storia ed etica, tra mondo Occidentale ed Orientale. Tra i libri a lui dedicati spicca il volume curato da Matteo Boscarol, saggista e critico cinematografico, che si compone di una serie di saggi di stile e contenuto eterogeneo, che spaziano dal concetto di ucronia e pacifismo in Miyazaki, alla presenza divina in Principessa Mononoke, fino a sottolineare la filosofia ed il rapporto natura-scienza che permeano tutte le opere di questo grande "mangaka".


Una particolare attenzione critica è rivolta dagli autori all'ultimo lungometraggio del maestro dal titolo Si alza il vento, un'opera che esemplifica ed illumina in maniera precisa tutta la carriera e le opere di Miyazaki; ma i vari autori si soffermano ad esaminare con una profonda analisi critica anche altre produzioni come Il castello errante di Howl e Conan il ragazzo del futuro, capolavori in cui dall'orrore e dalla devastazione della guerra in tutta la sua potenza distruttiva e foriera di disperazione, solo l'amore emerge come una luce salvifica, unico valido strumento in una favola epica e visionaria, in grado di combattere le recrudescenze militaristiche.

In tutta la sua storia di grande artista di anime, Miyazaki ha sempre trasfuso in modo coerente la sua convinta appartenenza alla militanza pacifista; come dice, ad esempio, Andrea Fontana, uno degli autori, "con il suo cinena, sin dagli esordi, ha portato all'attenzione del mondo questa sua urgenza personale, proiettandola su un piano universale e pubblico". Attraverso la sua poesia e la bellezza incantevole dei suoi mondi proiettati in una dimensione immaginifica, è stato latore di grandi domande esistenziali come il rapporto natura-technè, e del valore consono da attribuire al progresso scientifico. Traspare, come descrive Marco Casolino nel suo saggio, analizzando i lungometraggi Nausicaa della valle del vento e Laputa città del futuro, quanto la visione cosmologica dell'autore sia complessivamente negativa; l'uomo abusa in tutte le epoche dei doni che la Natura offre, deprivandola delle sue produzioni e violentandone il territorio attraverso una tecnocrazia cieca che comporterà la ribellione della Natura stessa e del mondo degli spiriti, che difficilmente consentiranno all'uomo di recuperare quella simbiosi e quella consonanza reciproca che ne garantisca una edenica e pacifica convivenza.

Il messaggio che Miyazaki ha voluto consegnare alle sue ultime opere è una sorta di testamento spirituale in cui le concezioni sincretiste buddiste si fondono con considerazioni filosofiche quasi Heideggeriane, dove la natura viene privata del suo spirito numinoso che le consentiva di essere rispettata e temuta, per essere spogliata e di ogni potere simbolico e ridotta a mero oggetto di consumo, per soddisfare illimitatamente una grezza economia capitalista.


Del lavoro di Miyazaki si può desumere, inoltre, estrapolando una frase da Deleuze, citata da Marcello Ghilardi nel suo contributo Tempo, tecnica esistenza nell'ultimo Miyazaki che "l'arte è ciò che resiste, anche se non è la solo cosa che resiste" perchè nel suo accadere e anche nel suo cadere segna il ritmico respirare di una vita, il suo prodursi nel tempo, il farsi ed il disfarsi dei suoi giorni. E l'arte a cui ha saputo corrispondere il grande maestro ed erudito giapponese non si esaurisce nel solo fatto estetico in sè, ma si trasforma in un grande momento di riflessione e di cura didascalica nei confronti dei più fondamentali temi etici e cosmogonici della stessa esistenza. Il libro si conclude con la disamina del mondo dei cortometraggi proiettati nel piccolo teatro del museo Ghibli a Tokyo.


I mondi di Miyazaki. Percorsi filosofici negli Universi dell'artista giapponese. A cura di Matteo Boscarol. Mimesis edizioni. 12 euro

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