Le intercettazioni del caso Marra

Corruzione, Il braccio destro della Raggi all'imprenditore: "Sono a disposizione"

Il fedelissimo del sindaco Cinque Stelle di Roma si rivolge al costruttore Scarpellini per chiedere protezione mediatica. L'imprenditore avrebbe pagato parte della casa che Marra acquistò intestandola alla moglie

Redazione
Corruzione, Il braccio destro della Raggi all'imprenditore: "Sono a disposizione"

Foto ANSA

"Io sto a sua disposizione, lui lo sa... Se Sergio potesse intervenire su Gaetano Calta, per farmi dare una mano sui giornali... Tanto lo sai, io sto a disposizione, diglielo", con queste parole catturate in un’intercettazione telefonica di giugno Raffaele Marra, il braccio destro di Virginia Raggi arrestato per corruzione, si rivolge alla segretaria dell’imprenditore Sergio Scarpellini, anch’egli finito in carcere per concorso in corruzione.

Per gli investigatori Marra cercava “protezione mediatica” in seguito agli attacchi ricevuti per la collaborazione col neo sindaco di Roma Raggi. Marra chiede dunque a Scarpellini di intercedere presso il potente costruttore/editore Gaetano Caltagirone che controlla Il Messaggero, principale giornale capitolino. Il dialogo secondo i carabinieri dimostra lo stretto legame tra il funzionario del Campidoglio, ex capo di gabinetto della Raggi poi dirottato alla direzione del personale, e il costruttore Scarpellini.

Successivamente, a luglio, i contatti proseguono con Marra che intercettato dice di essere preoccupato per il suo futuro: “dall'uomo più potente in tre giorni divento l'ultimo coglione”. Spiega il giudice: “Necessitando di un intervento di Scarpellini per placare la diffusa compagna stampa in suo danno, si rivolge nuovamente all'imprenditore richiedendo i suoi favori con l'esplicita asserzione della propria generica disponibilità ribadita fermamente e reiteratamente da Marra proprio a titolo di corrispettivo del favore richiesto”. Dall’ordinanza del gip emerge "una notevole spregiudicatezza e pervicacia nel porre in essere gli illeciti comportamenti, contraddistinti, per quanto attiene a Marra, da un assoluto evidente disprezzo per la pubblica funzione svolta e da una totale assenza di scrupoli nel porla al servizio del proprio e dell'altrui privato interesse".

Punto nodale dell’inchiesta è l’acquisto nel giugno 2013 di un appartamento Enasarco in via Prati a Roma che Marra intesta alla moglie. Dagli accertamenti dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia (Uif) emergerebbe che parte del denaro utilizzato per la compravendita (367mila euro) sia stato messo a disposizione da Scarpellini attraverso assegni circolari. Soldi che secondo i carabinieri non sarebbero mai stati restituiti. Ciò sarebbe avvenuto in una fase in cui Marra lasciava l’incarico in Regione per assumere un ruolo di primo piano in Campidoglio.

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