L'imbarazzante silenzio dell'Arci. Cosa hanno da nascondere?

Gianluca Donati
L'imbarazzante silenzio dell'Arci. Cosa hanno da nascondere?

Due settimane fa, esponenti di Fratelli d’Italia Livorno hanno effettuato un sopralluogo in Piazza Garibaldi per difendere i diritti dei commercianti livornesi, minacciati dalla concorrenza sleale prodotta dall’iniziativa Arci di aprire un’attività commerciale (Ciclofficina contropedale) sottoforma di associazione. Fd’I aveva poi posto delle semplici domande riguardo il rispetto delle leggi italiane che vincolano chiunque svolga attività commerciali. Per tutta risposta però, l’Arci non aveva trovato di meglio che lanciare insulti senza entrare nel merito della questione ed evitando di rispondere ai quesiti a loro posti. Tali invettive erano state pubblicate su Facebook ma successivamente cancellate. Nel giorno 14 gennaio Fratelli d’Italia - alleanza nazionale ha tenuto una conferenza stampa presso la circoscrizione 2 in Scali Finocchietti, alla quale sono stati invitati tutti gli organi d’informazione locale. Fd’I ha ribadito, con ancor maggior chiarezza, se possibile, gli interrogativi, ma partendo dal caso locale di Livorno, intende estendere l’indagine sull’’intero territorio nazionale. Il primo ad intervenire è stato l’Avv. Patrizio Rossi vice coordinatore di Livorno di Fratelli d’Italia: “Noi abbiamo semplicemente fatto il giro della zona per valutare se poteva sussistere una potenziale situazione di concorrenza sleale da parte di questa ciclofficina rispetto agli altri commercianti dello stesso settore. A questa nostra iniziativa abbastanza circoscritta c’è stata la reazione eccessiva da parte dell’Arci che attraverso i social ha accusato Fd’I di essere una sottocultura fascista e che dovevamo tornare nelle fogne. Questa loro reazione smodatamente stizzita si è scatenata perché Fd’I non accetta di assoggettarsi al pensiero unico omologante del politicamente corretto; noi saremmo stati disposti ad un confronto franco, aperto, e ci saremmo aspettati una semplice spiegazione, invece sono passati direttamente all’insulto. Perciò abbiamo deciso di sollecitare una riflessione sull’Arci, perché se hanno reagito così forse hanno qualcosa da nascondere”. L’Avv. Rossi ha poi proseguito: “Chiediamo chiarimenti all’Arci in merito agli aspetti fiscali e contributivi, perché ci risulta da diverse segnalazioni, che non facciano né scontrini né ricevute fiscali (non mi riferisco al caso locale, bensì a livello nazionale); l’Arci conta 4867circoli ai quali vi aderiscono 1.115.002 persone, hanno l’esenzione di Ici, Imu, Iva, Irpef. Avrebbero diritto a queste esenzioni se venissero rispettate le condizioni imposte dalla legge, ovvero, che l’attività fosse riservata solo ai soci, e che le attività secondarie quali discoteca, biliardo, ristoranti ecc. fossero secondarie rispetto alle attività istituzionali. Poi -- ha continuato Rossi – c’è la questione della fornitura di cibi e bevande dove qualche volta vengono preparati altrove e ci chiediamo se vengono rispettati i criteri igienici e sanitari, se sono onorati gli orari secondo norma di legge; e le discoteche hanno il certificato di protezione anti incedi obbligatori? Se tutte queste attività non restano minoritarie rispetto alle loro attività istituzionali, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo, si viene a creare una forma di concorrenza sleale nei confronti degli altri imprenditori dello stesso settore, obbligati a rispettare le leggi. È stato calcolato da un’associazione specializzata in queste ricerche che l’Arci ha un risparmio fiscale di circa il 24% e del 12% di quello contributivo, perché molti dei collaboratori Arci non sono volontari ma operatori che lavorano non inquadrati da un punto di vista assicurativo”. A dimostrazione che i dubbi di Fd’I sono fondati, Rossi ha fatto degli esempi concreti di fatti già comprovati: “Nel 2012 un circolo Arci è stato chiuso dalla finanza perché non rilasciavano scontrini fiscali; un altro circolo, aveva una scuola di ballo in una struttura completamente abusiva”. Rossi pone anche un problema di coerenza: “In molti circoli ci sono le slot machine; l’Arci nel suo statuto predica di tutelare il benessere e l’aggregazione sociale dei soci ma quando si incoraggia la gente al gioco d’azzardo, si contraddice lo spirito dello statuto”. E quindi si torna al caso della Ciclofficina contropiede: “L’Arci chiarisca l’aspetto fiscale e contributivo di questa attività e ci dica se qualcuno di questi lavoratori extracomunitari si fa male, di chi è la responsabilità? Sono assicurati all’INAIL?”. Ha poi preso la parola Massimiliano Rugo, presidente di Fratelli d’Italia Bassa Val di Cecina: “Il presidente Arci Livorno Solimano ci ha additato come xenofobi, razzisti e populisti, lo stesso Solimano che ha un passato da ex terrorista di Prima Linea. Essendo io figlio di un operatore di polizia che si è trovato di fronte ad uno scontro a fuoco con criminali, sentirmi fare la morale da una persona del genere non lo accetto, perché anche se da un punto di vista giudiziario ha pagato, da un punto di vista morale, prima di giudicare me o i miei colleghi di partito, dovrebbe chiudersi in un monastero. Ci aspettavamo che l’Arci rispondesse nel merito della questione attraverso un comunicato stampa, invece ciò non è accaduto, probabilmente perché hanno qualcosa da nascondere, quindi procederò con un’istanza scritta nella quale da cittadino chiederò all’Arci quanti corsi organizza, quanti progetti ha fatto in favore dei cittadini italiani e immigrati e quanti hanno ottenuto dei risultati concreti, quanti soldi ricevono questi progetti, quante persone lavorano, e quante sono veramente assunte. Chiediamo trasparenza e se non risponderanno, io non avrò problemi a fare la tessera del circolo ARCI così avrò, da socio, il diritto di un resoconto completo”. In conclusione Fratelli d’Italia puntualizza che dei flussi immigratori, solo il 5% sono veramente profughi, gli altri sono clandestini ai quali viene consentito di fare un’attività commerciale danneggiando i nostri concittadini. Questa volta l’Arci risponderà o perseguirà a insultare?

Livorno LI, Italia

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