come comunicano con noi

Il linguaggio giocoso del cane e del gatto con l'uomo

Tante e curiose novità librarie sui nostri simpatici pet che ci introducono nel loro fantasioso e peculiare mondo e che ci insegnano quanto possa gratificare lo stimolare la loro propensione all'interazione con noi, attraverso linguaggio e comuni retaggi filogenetici

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Stefania Genovese

Stefania Genovese

Stefania Genovese, laureata in psicopedagogia e filosofia, ha ricevuto il premio internazionale "Zurich" dell'Università di Barcellona, per la sua tesi di laurea di indirizzo epistemologico sulla creazione dei miti moderni.

Autrice di programmi radiofonici sugli animali e curatrice di rubriche dedicate ai bambini. Ha diretto la rivista astronomica Kosmos e ha scritto numerosi articoli di divulgazione psicologica e scientifica sulle principali riviste italiane.

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Foto di Cristina Giudici

Se qualunque attività ludica stimola la mente del cane, il gioco è per eccellenza il prerequisito essenziale per stimolare il suo ingegno e per incentivare sempre più la propria flessibilità cognitiva. Tutto sta a come proporsi di fronte alla richiesta del cane di interagire con noi, e soprattutto occorre che il proprietario dell'animale percepisca in sé un desiderio autentico di creare uno spazio ludico che consenta al proprio amico a quattro zampe di accrescere la sua amicizia ed il suo stato d'affezione. A questo proposito il libro di Angelo Vaira e Valeria Raimondi Un cuore felice, edizioni Sperling & Kupfer, è alquanto significativo; non solo infatti potremo esperire l'arte di giocare con il nostro cane grazie a preziosi suggerimenti cognitivi e zooantropologici, introdotti dagli esperti autori cinofili, ma potremo così interpretare un vasto corollario di emozioni e comunicatività che renderà il nostro cane veramente felice.


Tanti dunque i consigli stilati dagli autori per adeguare giochi, attrezzi, tempistiche e spazi a seconda della razza e del temperamento del cane, ma anche utili indicazioni su come predisporre attività divertenti ed interattive da effettuarsi tra cani e gatti, e cani e bimbi. Molto di più dunque di un didascalico e propedeutico manuale di passatempi e svaghi tra uomo e cane ma una preziosa guida alla comprensione delle molteplici espressioni relazionali che il nostro pet d'elezione è capace di proporre e costruire nel suo microcosmo famigliare.


Un cane può cambiarci la vita? È in grado di regalarci quella serenità che ciascuno di desidera in questa accelerata e tumultuosa sfera di vita?  Possiamo, attraverso i suoi occhi attenti e pregni di attenzioni e cure verso di noi, concederci di raggiungere una pace ed una appagante "serendipità" colmante il nostro animo, di amore? Antonella Boralevi, scrittrice e conduttrice televisiva, non ha alcuna remora ad affermare che ciò possa essere possibile; e lo racconta in questo libro, Byron - Storia del cane che mi ha insegnato la serenità, edizioni Mondadori Electa, in cui ci spiega quanto il nostro cane abbia da insegnarci su valori come lealtà, amicizia, coraggio, solidarietà e perdono.


Byron il simpatico bassotto a pelo ruvido che condivide la sua vita, ha sempre garantito con la sua costante presenza, un apporto di affetto ed attenzioni, dispiegati soprattutto nei momenti in cui egli percepiva ce ne potesse essere maggiore necessità. Difatti l'autrice, ripercorrendo i nuovi obiettivi acquisiti dalle scienze cognitive e neurologiche, si adopra a dimostrarci come ad oggi il cane, abbia conseguito il diritto di essere considerato una creatura empaticamente connessa a noi e dotata di una ricca e complessa alterità in grado di accompagnarci nei più importanti momenti formativi ed esistenziali, sfatando così miti e pregiudizi del passato ed avvalendosi della carismatica simpatia del suo intraprendente bassotto.


Una questione di sguardi, di espressioni intense o sfumate, di magiche ed intense posture, di sbirciate palpitanti di curiosità, di sussultanti guizzi di attività in fieri oppure di sonnacchiosi ma pur sempre vigili occhieggiamenti accompagnati da lievi o veloci fremiti della coda. Tutto questo lo troverete nel libro La parola ai gatti di Patrizia Traverso, edizioni TEA, in cui questa gattofila ha raccolto fotografie intense e suggestive di bellissimi mici, corredandole con pensieri che dimostrano quanto possa rispondere a verità che il gatto possieda un linguaggio ed un modo di comunicare con noi facilmente decrittabile. Ciò avviene mediante molteplici e variegati sguardi, e proprio grazie ad essi, una persona può giungere ad immaginare o  appurare le sue intenzionalità ed i suoi pensieri più profondi. Un libro dunque per veri estimatori  della perfetta gattità, ossia della intelligenza buffoncella e misteriosa di questa creatura nell'apparenza così indipendente eppure così celere nell'esprimere la propria interazione con noi, capace di adottare un peculiare linguaggio mimico ed intenzionale regolato proprio sulla nostra capacità di interpretazione.


Ugualmente scanzonato, didascalico e ricco di motti ed aforismi accompagnato da fotografie feline di ogni guisa, è il libro di Catherine Felix, Gattosofia - 100 consigli per vivere ogni giorno felici e contenti, edizioni Fabbri, che si presenta come un prezioso e cartonato vademecum sull'Ars vivendi del gatto adattabile però ad ogni circostanza esistenziale dei trascorsi umani. Così vi troviamo infatti una foto, in cui campeggia il profilo di un gatto tigrato,  che pare grattarsi con la zampina il mento, convalidando così il motto "Impara a fregartene in tutte le lingue del mondo"; in un'altra invece fanno bella mostra di sè due gatti di colore opposto affiancati, e sotto vi leggiamo "Nella vita niente è mai tutto bianco o tutto nero", oppure in un altro ancora troviamo immortalato un felino intento a scavalcare con il corpo fremente ed allungato una recinzione, e sotto possiamo leggervi questa divertente conclusione: "Non arrenderti di fronte agli ostacoli prendili come un gioco". Decisamente questi libri dimostrano come il gatto sia l'animale che morfologicamente può interpretare ed assurgere ad esaustivo esempio (proprio per le sue ineffabili ed ineguagliabili pose e per i suoi occhi neotenici quasi incorporei ma luminescenti ed eleganti come oblò aperti su un infinito incomprensibile e curioso) delle innumerevoli pulsioni ed emozioni umane. 


E probabilmente, sempre restando nel campo della ilarità e del sorriso, e senza mai scordarne di sottovalutarne le sue uniche caratteristiche etologiche, e la sua dialogica avvolgenza di prossimità non prossimità all'essere umano, dobbiamo concludere che il gatto possiede una propria soggettività diversa da quella ad esempio della sua controparte, il cane. Il gatto infatti è così avvincentemente poliedrico da prestarsi ad essere "cantato" e "raffigurato" dalle atmosfere magiche di libri connubi di foto e motti "ad hoc".


Mentre il cane è decisamente il protagonista principale di quelle dinamiche interattive e relazionali che ne fanno un prezioso alleato sociale nelle concertazioni operative e di ruolo; esso è attività pura sempre pronta all'arrembaggio ma anche propensa alla obbedienza ed all'ascolto del proprio compagno umano...Due universi differenti ma altrettanto importanti; e, come asserisce l'etologo Marchesini se il cane è "prosa" per il suo partecipare, il gatto è "poema" per il suo stare! Rammentando dunque che il cane è il compagno ideale per Happy Hour e Cocktail Party, mentre il gatto si compiace di palesare la sua presenza mentre sorseggiate placidamente un caldo tea nel tranquillo e confortevole tinello di casa.

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