SCHEGGE DVRACRVXIANE

Bruciano vivo un clochard nordafricano, ma la stampa sonnecchia. E sapete perché?

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Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster nasce a Roma abbastanza tardi da essersi goduto i mefitici effluvi scolastici e universitari del ’68. Nella vita non scrive (semmai parla!), ma lo fa per passione e missione, essendo un convinto assertore di quelle libertà di pensiero e di opinione che, ben 3000 anni dopo Atene e Roma, vengono messe sotto assedio da una sorta di Pensiero unico depressivo, nichilista e soprattutto antidemocratico.

Il suo nome nasce dal connubio fra l’aulicità del romanticismo nibelungico e lo humor “trash” col quale Egli si rende guastatore delle peggiori ipocrisie progressiste e radical-chic.

Il “castigat ridendo mores” contraddistingue da sempre il tenore tematico e stilistico sia delle sue collaborazioni (Qelsi, Arianna Editrice e, ora, anche Il Populista) sia della gestione del blog che coordina, Aristocrazia Dvracrvxiana, ove si ciondola dal ghibellinismo dantesco (la “Dvra Crvx” del Poeta e non la “moscia crux” di 4 fricchettoni post-conciliari) a ricette gastronomiche identitarie messe a tavola per onorare  contadini e pastori nostrani ed indurre giovanissimi e massaie a dire "basta!" a venefiche porcherie sottocosto globalizzate e a cazzarate eque e solidali.

Il suo motto è «alla "povertà" si guarda, non si crede».

Bruciano vivo un clochard nordafricano, ma la stampa sonnecchia. E sapete perché?

La notizia è agghiacciante come poche: per noia (altro che per “fame” o “disagio”..) bruciano vivo un povero barbone di origine nordafricana che viveva ai margini e senza dare fastidio a nessuno.

Ebbene vi sembra una notizia da tenere in sordina? No. E allora perché ce la tengono? Perché non appena l’esito delle indagini, per forza di cose successivo al lancio iniziale, ha rivelato l’identità dei colpevoli, è svanito qualsiasi tentativo di strumentalizzazione ideologica dell’accaduto, essendo gli stessi assassini stranieri come la vittima.

Dato, questo, che rivela due elementi drammatici: l’ipocrisia di certa stampa immigrazionista (ma questo lo sapevamo già) e la spietata micidialità di certi elementi che sarebbero potuti essere beneficiari dello Ius soli se molti parlamentari, non solo nel centrodestra, anziché votare quella legge nefasta, non si fossero messi una mano sulla coscienza.

Se è vero che chiunque può essere buono o cattivo a prescindere dal colore della pelle, per certa mediaticità partigiana e accattona non altrettanto accade riguardo la valutazione delle sue azioni.

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