La tragedia ignorata dai media

Popolare di Vicenza: piccolo azionista perde tutto e si suicida

Antonio Bedin si è ammazzato dopo aver dilapidato una fortuna nel crollo delle azioni della banca. "Repubblica" invita alla "cautela sulle ragioni del gesto" mentre si allunga la lista dei "morti da crisi"

Marco Dozio
Un pensionato si è ucciso per colpa delle banche? Non frega nulla a nessuno

Foto ANSA

Un pensionato si uccide per colpa delle banche? Un uomo qualunque, onesto, innocente, si è tolto la vita perché le banche gli hanno tolto tutto, anche la speranza di vivere dignitosamente? Le stesse banche che regalano buonuscite milionarie ai manager responsabili del disastro finanziario? Evidentemente è una non notizia, da mimetizzare in mezzo alla homepage sotto uno studio sui selfie o un amarcord sul cruciverbone. La morte di Antonio Bedin, pensionato di 69 anni che si è sparato un colpo di pistola dopo aver perso tutti i risparmi per il crollo delle azioni della Banca Popolare di Vicenza, non merita l’attenzione dei grandi quotidiani. Repubblica ha un’impostazione così prudenziale da scrivere nel sottotitolo di una presunta “cautela sulle ragioni del gesto”. Eppure il fratello ai Carabinieri ha raccontato chiaramente il dramma di quest’uomo piegato dal terrore di non poter vivere una vecchiaia serena, lui che aveva messo da parte quei soldi per accedere a una casa di riposo attrezzata a sostenerne i problemi di salute. Paura del presente e del futuro, umiliazione ed estrema sofferenza per l’ingiustizia subita l’hanno condotto al gesto estremo annunciato da un bigliettino con scritto “Non ce la faccio più”.

Ex perito di laboratorio, un passato in politica da dirigente locale del Partito Comunista, Bedin prima di impugnare la pistola regolarmente detenuta e spararsi al petto nella sua casa di Montebello (Vicenza), pare le avesse provate tutte per uscire dall’incubo. Si era rivolto agli avvocati, aveva partecipato a quei riti lunari e beffardi che sono le maxi assemblee delle banche in rovina. Confidava i propri tormenti ai familiari senza mai lasciar trapelare l’intenzione di farla finita. Le azioni in cui aveva investito i risparmi di una vita, ora che quei risparmi servivano davvero, erano crollate da 62,5 euro a zero lasciandolo nella disperazione. L’avvocato che guida gli azionisti della banca vicentina ha rilasciato questa dichiarazione a Repubblica: “Bedin da tempo diceva di essere stato ingannato e di volere giustizia, come migliaia di altri risparmiatori truffati. Ma, come sappiamo, la giustizia va a rilento. Ci auguriamo che le indagini sul crollo della Banca Popolare di Vicenza procedano spedite, che i responsabili paghino e che chi è stato danneggiato sia presto risarcito. Bisogna evitare altre tragedie”. Il procuratore capo di Vicenza, Antonino Cappelleri, si è detto toccato dalla tragedia: "Rassicuriamo i risparmiatori sul fatto che l'indagine procede e che ce la stiamo mettendo tutta. Il nostro impegno è massimo". Alla fine dello scorso anno si suicidò Luigi D’Angelo, pensionato 70enne i cui risparmi di 100mila euro investiti in Banca Etruria furono azzerati dal provvedimento “salvabanche” del governo. A causa della crisi economica, della perdita del posto di lavoro e delle truffe bancarie, il numero di suicidi è aumentato negli ultimi anni del 12% attestandosi sui 4mila casi all'anno. Un 12% in più generato appunto dai drammi correlati alla crisi, dopo che nel biennio 2005-2006 si era registrato un calo del fenomeno. Con l'inizio della fase di difficoltà economica i suicidi in Italia sono tornati ad aumentare.

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