No ungherese all'immigrazione

Invasione, l'accusa di Orbán: "Alcuni Paesi Ue vogliono creare un'Eurabia"

Per il premier è in corso "un esperimento per cancellare tradizioni millenarie combinandole con un'altra cultura, un'altra religione, un'altra visione"

Redazione
Invasione, l'accusa di Orbán: "Alcuni Paesi dell'Ue vogliono creare una Eurabia"

Viktor Orbán

Il primo ministro ungherese, Viktor Orbán, ha accusato venerdì "alcuni Paesi" dell'Unione Europea di voler creare creare una "Eurabia" nel Vecchio Continente, unendo "i resti" della cultura cristiana con quella musulmana. "I paesi che si stanno rendendo responsabili della realizzazione di questa Eurabia" dovranno accettare il fatto che gli ungheresi non vogliono far parte di un tale "esperimento". Orbán lo ha affermato parlando in diretta alla radio pubblica Kossuth. Secondo il premier magiaro, in alcuni Paesi dell'Ue è in corso "un esperimento per cancellare tradizioni millenarie combinandole con un'altra cultura, un'altra religione e un'altra visione" e, naturalmente, farebbe parte di questo piano favorire l'invasione di immigrati dentro la Comunità europea.

"Se tedeschi, francesi e italiani vogliono sottoporsi a questo esperimento, non possiamo vietarglielo, ma per favore non costringerci" ad accettarlo, ha aggiunto il primo ministro, per il quale l'immigrazione di massa minaccia la cultura europea ed è per questo diritto del governo ungherese difendere la propria gente e perseguire una politica molto restrittiva su immigrati e diritto di asilo, opponendosi alle quote obbligatorie imposte da Bruxelles e respingendo il disegno criminale di sostituzione etnica imposta dai burocrati europei che obbediscono agli ordini del miliardario americano George Soros. La Commissione europea ha annunciato l'apertura di una procedura di infrazione contro l'Ungheria, la Repubblica Ceca e la Polonia, che osano difendersi dall'invasione.

Orbán ha dichiarato che l'Europa "può fare pressione su un governo, ma non modificare la volontà del popolo", riferendosi al referendum proposto agli ungheresi con lo slogan "Stop a Bruxelles" nel quale, tra le altre cose, agli elettori è stato chiesto se volessero accettare l'imposizione di immigrati da parte dell'Ue. La stragrande maggioranza dei cittadini magiari ha risposto di non volerla accettare. Secondo Orbán, gli elettori "hanno detto chiaramente che vogliono vivere sicuri, senza clandestini. Nel 2015, nel pieno dell'ondata, l'Ungheria ha eretto recinzioni di filo spinato lungo i suoi confini con la Serbia e la Croazia per fermare il flusso di immigrati che arrivano in Europa attraverso la rotta balcanica, rinforzando la barriera nei primi mesi di quest'anno.

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