Disastro ferroviario, j'accuse del monsignore

Il vescovo inchioda i politici alle loro responsabilità: "Siamo la periferia d'Italia"

L'omelia durante i funerali: "Noi temiamo che per tanti, troppi anni, queste terre, le nostre terre, siano state considerate, e forse lo sono ancora, la periferia dell'Italia"

Marco Dozio
Il vescovo inchioda i politici alle loro responsabilità: "Siamo la periferia d'Italia"

Foto ANSA

La tragedia ferroviaria pugliese del 12 luglio è già scivolata in secondo piano e rischia di finire nel dimenticatoio. A richiamare i politici alle proprie responsabilità ci ha pensato il vescovo di Andria, Monsignor Luigi Mansi, durante i funerali di 13 delle 23 vittime, che si sono svolti ieri al palazzetto dello sport di Andria davanti a 5.000 persone: “Non sono affatto normali quelle prassi di vita e di gestione dell'economia nelle quali non si pensa al valore della vita delle persone, ma a calcoli ottusi di convenienze e interessi. E tutto, senza scrupolo, generando innumerevoli piccole e grandi inadempienze nei confronti del proprio dovere, inteso nel senso alto e nobile del termine. Il proprio dovere, sì, verso i diritti delle persone, di tutti, senza diversità e distinzioni, a cominciare dai più deboli e fragili, a cominciare dalle periferie, come ama dire il nostro santo Padre, il Papa Francesco. E noi temiamo, che per tanti, per troppi anni, queste terre, le nostre terre, siano state considerate, e forse lo sono ancora, la periferia dell'Italia".

Questo passaggio sulla “periferia d’Italia” dovrebbe indurre qualche riflessione. Il rischio è che non vengano individuati i responsabili anche politici di un disastro che, al momento, sembra figlio di un antiquato sistema di gestione del traffico. Anche se è in atto il classico scaricabarile all'italiana con l'obiettivo di addossare ogni colpa al capostazione. "Perché hai permesso che succedesse tutto questo a tanti nostri fratelli, sorelle, padri, amici?", ha proseguito il vescovo, aggiungendo che "Dinanzi a tanto dolore abbiamo anche noi l'impressione di essere soli, lasciatecelo dire: siamo turbati dal tuo silenzio, o Padre. Ma il racconto evangelico ci ha ricordato che quel silenzio è durato solo tre giorni. Poi con la risurrezione l'hai data la risposta a tuo figlio, richiamandolo in vita. E la dai ancora oggi a noi, che dopo tre giorni celebriamo il rito dei funerali con cristiana pietà, ma anche con vigorosa fede".

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