Invasione pericolosa

Nelle città europee vige la legge islamica

A Copenaghen bande di immigrati chiedono il pizzo ai locali e pretendono il rispetto della sharia come a Bruxelles, Parigi e Londra

Alessio Colzani
Nelle città europee vige la legge islamica

La famosa statua della Sirenetta a Copenaghen ricoperta con un burqa nel 2004. Foto ANSA

In molte città europee ormai a comandare sono gli ultimi arrivati, soprattutto nelle periferie alle leggi vigenti si è sostituita la sharia, la legge del Corano, imposta con minacce ed intimidazioni da parte di coloro che, accolti e coccolati in nome del buonismo e del multicultuiralismo, sono riusciti con metodi ben poco democratici a sottomettere la popolazione locale senza che autorità e forze dell'ordine battessero ciglio. Il "politicamente corretto" è il terreno fertile sul quale immigrati e islamisti violenti sanno di poter contare. Ormai i casi che dimostrano quanto sia pericoloso lasciar loro fare in nome dell'accoglienza sono innumerevoli, e anche i giudici chiamati a esprimersi su casi che dovrebbero essere trattati con rigore si fanno invece contagiare da un'applicazione delle leggi favorevole all'invasione: ad esempio nel settembre del 2014 la magistratura tedesca ha assolto i vigilantes jihadisti dell'imam Sven Lau, un reduce dei campi di battaglia siriani, che nel nome del Corano intimidivano i proprietari e i frequentatori dei bar dove si serviva alcool o si ballava.

Dopo essersi impossessate di interi quartieri di Bruxelles, Parigi e Londra, le pattuglie della sharia stanno conquistando anche Norrebro, un zona nella periferia nord occidentale di Copenaghen diventata, a causa dell'altissima concentrazione di imigrati, un simbolo della pericolosissima ideologia multiculturalista che le guide per turisti "radical chic" definiscono come "hipster", "colorato" e "trasgressivo". La trasgressione che tanto piace alla sinistra europea è giunta a Norrebro ad un punto tale che le gang islamiste che da mesi ne pattugliano le strade minacciando i proprietari dei bar dove si serve alcool o si esercitano attività considerate blasfeme hanno dichiarato il quartiere "zona della sharia". Innumerevoli gli episodi di violenza ai danni dei commercianti, come quello raccontato a Radio24 da Syv Heidy Dyrnesli, proprietaria del Cafè Heimdal: "Sono entrati nel mio bar urlando ai clienti di andarsene e sostenendo che bere alcool è vietato perché la zona adesso è loro e tutta Norrebro risponde alle regole della sharia". Mohammed Ahmed, un proprietario a cui i vigilantes contestano l'aggravante di essere musulmano, ha invece confessato al quotidiano Nettavisen di vivere nel terrore: "Hanno aperto la porta a calci minacciando di scorticarmi vivo se non la smetto di servire alcool o, in alternativa, non gli versavo una tassa di protezione di 60mila corone (8mila euro)".

Molti proprietari hanno denunciato il lancio di mattoni e di colpi di lanciarazzi contro i loro locali, il tutto sotto gli occhi della polizia che non muove un dito nonostante le disperate richieste degli imprenditori che "da mesi - riferisce la tv danese - chiedono alla polizia di Copenaghen di intervenire". Norrebro è il quartiere dove è cresciuto ed è stato ucciso in un conflitto a fuoco il terrorista palestinese Omar Habdel El Hussein autore, nel febbraio 2015, di un duplice attentato nel cuore della capitale danese costato la vita a due persone e il ferimento di sei poliziotti. "Non lo consideriamo un grande problema" - dichiara al quotidiano Berlingske un portavoce della polizia liquidando il tutto come il gesto di alcuni teppisti. Un altro portavoce confida invece di voler risolvere il problema "dialogando con giovani e comunità". Proprio mercoledì scorso un gruppo di immigrati e di estremisti di sinistra hanno circondato la signora Inger Stojberg, ministro per l'integrazione e l'immigrazione, che era arrivata nel quartiere su richiesta degli imprenditori locali esasperati dall'apatia delle forze dell'ordine. Non appena giunta a Norrebro è stata aggredita da quei giovani coi quali la polizia vorrebbe dialogare, che le hanno dato della "nazista" e della "fascista" costringendola a sfogarsi su Facebook: "Vi garantisco - ha scritto il ministro - che questa non è una zona della sharia e non lo sarà mai, siete fortunati che non lo sia perché così avrete un regolare processo quando la polizia vi arresterà". Quando?

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Friburgo: rifugiato afghano stupra e uccide la figlia di un funzionario Ue
la vittima, volontaria di un centro accoglienza

Studentessa uccisa a Friburgo: era la figlia di un funzionario Ue


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU