4 milioni di elettori

Problemi e improvvisazione: timore di brogli sul voto degli italiani all'estero

"Plichi elettorali mai arrivati o arrivati a destinazioni errate, schede elettorali inviate persino a persone decedute" e molte buste ritornano al mittente

Redazione
Problemi e improvvisazione: timore di brogli sul voto degli italiani all'estero

Foto ANSA

Sono circa 4 milioni gli elettori italiani residenti all'estero, chiamati ad esprimere la loro preferenza in merito al referendum costituzionale. La procedura ha avuto inizio lo scorso martedì, quando sono stati affidati da ambasciate e consolati gli incarichi per la stampa e la distribuzione delle schede, sotto la supervisione del ministero degli Esteri. I rappresentanti diplomatici nei vari Paesi hanno scelto a loro discrezione, senza alcun bando, a chi affidare in modo diretto la produzione del materiale e la sua consegna.

Le buste dovrebbero venire recapitate direttamente a casa degli italiani iscritti all'Aire (Anagrafe italiani residenti all'estero) col sistema che il rappresentante diplomatico ha scelto, posta ordinaria o corrieri privati, mentre gli elettori, espressa la preferenza, devono poi provvedere a far pervenire la scheda votata all'ambasciata o al consolato, attraverso lo stesso sistema, in questo caso entro le ore 16 del 1 dicembre. Il problema è che non sempre la consegna avviene, mentre a volte viene effettuata fuori tempo massimo.

I rappresentanti degli italiani all'estero esprimono più di qualche dubbio: "In tutto il mondo si sono riscontrate difficoltà e irregolarità in ogni occasione" spiega al Fatto il coordinatore del Maie (Movimento associativo italiani all’estero) a Santo Domingo, Flavio Bellinato. "Plichi elettorali mai arrivati o arrivati a destinazioni errate, schede elettorali inviate persino a persone decedute". Nel 2008 vennero ritrovati nei magazzini della Andreani Logistica, a Buenos Aires, 120 mila schede in più rispetto a quelle necessarie.

Già in passato erano state evidenziate falle nel sistema, che avrebbero facilitato brogli e irregolarità: schede stampate in numero eccessivo, altre mai consegnate, distrutte oppure compilate in modo truffaldino. In alcuni Paesi, in particolare in Sudamerica, la mancanza di denominazioni stradali chiare porta spesso all'impossibilità di recapito, dando il via alla possibilità di manomissione di tutte quelle che vengono rispedite al mittente proprio perché non viene individuato il destinatario. Non sono poche, anche se non se ne conosce il numero.

Non pesa quindi sul voto all'estero solo la pesante propaganda a spese dei contribuenti da parte del presidente del consiglio e dei suoi ministri, ma anche il forte dubbio che possano verificarsi dei brogli durante una procedura che appare lasciata più all'improvvisazione che al rigore che invece un'incombenza tanto importante e con conseguenze così pesanti sul futuro del Paese dovrebbe richiedere. Quattro milioni di elettori non sono pochi, e il timore che qualcuno possa approfittarne per falsare il risultato appare più che fondato.

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