E gli italiani pagano

Tutti i costi del Tour di Renzi per promuovere il Sì al referendum

L'obiettivo del premier è quello di vincere al referendum costituzionale del 4 dicembre, pertanto se ne frega di tutti i soldi pubblici che verranno spesi per cercare di ottenere più voti possibili

Ismaele Rognoni
Renzi ha già perso a Roma e Torino. Solo che ancora non lo sa

Foto ANSA

Si da quando era Presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi, amava spendere e spandere e non ha perso il vizio nemmeno nel Tour che sta facendo in tutta Italia per promuovere il sì al referendum, come quando ha scialacquato 32.500€ per un volo partito da Roma e atterrato a Messina per raggiungere Reggio Calabria. 
L'allora Presidente della Provincia spese mediamente 1691€ al giorno, totale di 6764€, per quattro giorni di trasferta negli Stati Uniti, dove noleggiò persino una limousine costante 87 dollari l'ora. Quando invece andava in visita nella Capitale era solito albergare all'hotel Raphael, circa 300€ a notte.

I viaggi di Renzi prima del tour referendario, quelli compresi tra gennaio e settembre, sono stati 60, ma non sono elencate molte spese pubbliche: 9830€ di trasferimenti ordinari e 11.133€ di pernottamenti nonostante i componenti delle delegazioni siano stati 525. I conti non tornano...
Dal 29 settembre, data di inizio della sua campagna elettorale, il Presidente del Consiglio ha partecipato a circa 90 eventi: 19 a Roma e tutti gli altri in giro per la Penisola. Il 29 settembre era a Perugia e Firenze, il 30 a Gerusalemme, il 5 ottobre in giro per il Veneto e alla sera era giunto a Genova, il 17 ottobre si è fatto Firenze-Pistoia-Pisa e poi a Washington per incontrare Obama, il 21 ottobre mattina a Bruxelles e in serata a Palermo, il 22 ha girato l'intera Sicilia, il 28 in Veneto, il 3 novembre in Lombardia e ancora in Veneto, il 10 a Pozzuoli e Pescara oltre alle presenze fisse e quotidiane su tutti i telegiornali nazionali; tutto questo mentre i lavori parlamentari rimangono fermi.

Sappiamo che il Partito Democratico ha investito 3.200.000€ per la campagna referendaria del 4 dicembre, ma Renzi furbescamente ha organizzato i vari incontri come se fossero comizi più o meno ufficiali. Consideriamo anche l'utilizzo di aerei, come l'aereo personale che si è comprato come Premier e che ci costa 21 milioni di euro di leasing l'anno per i prossimi otto anni e 8 milioni di euro di carburante annualmente.
Analizzando quanto sono costati i voli di stato, da settembre a luglio, ci balza agli occhi l'impressionante importo di 132 milioni di euro, con pasti che hanno raggiunto i 170€ a passeggero. Così, mentre l'Italia va a fondo, Renzi continua a sperperare i nostri soldi. Il 4 dicembre bisogna votare NO e mandare a casa lui e tutta la baracca


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