allarme razzismo

Controllore FS razzista: multa un'anziana con biglietto sbagliato ma non gli stranieri

Il controllore avrebbe chiuso un occhio su due stranieri senza nessun biglietto multando però un'anziana signora che aveva solo acquistato quello sbagliato

Fabio Montoli
Controllore FS razzista: multa anziana italiana con biglietto sbagliato

Foto da internet

Ormai è quotidianità. Basta salire su un qualsiasi treno di una qualsiasi tratta ferroviaria italiana che la scena è sempre la stessa: immigrati e clandestini che scorazzano liberamente da una città all'altra, occupando, a volte con aggressività, intere carrozze. Rigorosamente, sempre, senza biglietto e, ovviamente, senza nessuna sanzione.

Ciò che è successo ad un'anziana passeggera a Calalzo di Cadore, in provincia di Belluno, sulla tratta Calalzo-Treviso, però, fa riflettere. Come viene riportato da Il Gazzettino, e anche sui social dal passeggero che ha assistito alla scena, il controllore del treno incrocia tra le cabine due immigrati, chiede il biglietto ma arriva la solita scusa. Scatta la multa? Ci mancherebbe, ovviamente, non se ne parla. Il bigliettaio passa oltre, come se nulla fosse.

Pochi metri dopo la scena si ripete. Il rigido controllore si avvicina ad un'anziana e chiede il biglietto. La signora ha in mano un biglietto sbagliato. Spiega che alla stazione di Calalzo ha faticato ad utilizzare le macchinette automatiche per fare il biglietto, non ha famigliarità con la tecnologia, inoltre l'apparecchio automatico accettava solo il bancomat e, per errore, ha cliccato sulla destinazione sbagliata. Il bigliettaio passa oltre? Ma nemmeno per sogno: una bella contravvenzione, e con tanta soddisfazione.

Sorge spontanea la domanda del perché sia applicato un trattamento differente tra due clandestini e un anziana signora ma, probabilmente non avremo mai la risposta. Ciò che sta accadendo, e non è sarcasmo, sono atti di razzismo verso i cittadini italiani e, complici, come in questo caso, sono le istituzioni. Varrebbe la pena comportarsi con aggressività e menefreghismo per ottenere quella buonista complicità di chi deve far rispettare le regole? Non abbiamo e non vogliamo dare una risposta, secondo noi, comunque, no. Le regole, in un treno come in una piazza o nella società, vanno rispettate, e chi è preposto, e pagato per questo, non può diventare complice, a volte incolpevole, del dilagare dell'arroganza.

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