Assunto in Spagna: "In ufficio non fa niente" e non si vuole integrare

"È un fancazzista". Licenziato il profugo "sgambettato"

Mohsen è diventato celebre per essere inciampato col figlio a causa di giornalista mentre entrava illegalmente in Serbia

Alessandro Morelli
Osama Abdul Mohsen e il figlio posano con i giocatori del Real Madrid

Foto, Archivio

Zero voglia di lavorare e di integrarsi. Questa la motivazione per cui Osama Abdul Mohsen, profugo siriano di 52 anni è stato licenziato dal suo datore di lavoro spagnolo. Malgrado il benservito lavorativo l'immigrato non ha alcuna intenzione di andarsene dall'Europa anzi, annuncia che verrà raggiunto dal resto della famiglia e di voler rimanere in Spagna.


La sua storia aveva fatto il giro del mondo un anno fa quando Mohsen, nel varcare illegalmente la frontiera tra Ungheria e Serbia con il figlio di 7 anni, è inciampato a causa dello sgambetto di Petra Làzlò, giornalista ungherese dell'emittente N1Tv in seguito indagata e licenziata.


Mohsen, che nel suo Paese allenava una squadra in prima divisione, viene riconosciuto dai media ed in seguito è chiamato a lavorare dallo spagnolo Angel Galan, presidente di una scuola allenatori a Cenafe con un impiego tra ufficio e panchina, una sorta di team manager.


L'ennesimo miracolo in un'Europa invasa ma che non lesina opportunità ed accoglienza nei confronti dei rifugiati e in Italia, con il governo Renzi, addirittura ospita oltre 160mila richiedenti asilo al costo di 35 euro al giorno.


Ma a tutto c'è un limite e ora Galan ci ha ripensato tanto da non rinnovare il contratto di assunzione al profugo. Sulla stampa spagnola Galan è sbottato: Osama "è uno sfaticato. Arriva in ufficio, accende il computer e non fa altro. Per un anno gli abbiamo passato lo stipendio ma non possiamo più pagare uno così improduttivo. Non ha nemmeno imparato lo spagnolo".


Osama, fotografato con il piccolo Zaid anche al Bernabeu con Cristiano Ronaldo, come riporta il Corriere, non vuole passare per sfaticato. In un’intervista radiofonica si è difeso dicendo di esser stato licenziato senza un perché: "Non mi hanno rinnovato il contratto senza spiegarmi il motivo. Tra un mese mi raggiungerà la mia famiglia e sono senza lavoro, in una situazione difficile". Quindi, avanti con l'invasione d'Europa, malgrado nessuna possibilità (e a quanto pare voglia) di integrarsi.

La Spagna per l'immigrato resta comunque "un Paese incredibile, la gente è molto amabile e io penso di restarci". 

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