Ora tocca a Salvini in Italia

Con la vittoria di Kurz, rinasce l'alleanza austro ungarica: "No ad Ue e invasione"

Il nuovo premier austriaco in piena sintonia con quello magiaro Viktor Orbán. Strache sarà vicepresidente: panico e disperazione per la troika di Bruxelles

Redazione
Con la vittoria di Kurz, rinasce l'alleanza austro ungarica: no a Ue e immigrati

Sebastian Kurz, Viktor Orbán, Heinz-Christian Strache e Matteo Salvini

Dopo la schiacciante vittoria di Sebastian Kurz nelle elezioni austriache di ieri, appare evidente la rinascita di un'alleanza austro-ungarica nel nome del "No" alla sostituzione etnica ordinata dal burattinaio George Soros e imposta ai governanti europei dai burattini di Bruxelles. Il primo ministro ungherese Viktor Orbán, la cui opinione sul tema è chiarissima, ha ottimi rapporti con il giovane e determinato neo primo ministro austriaco, e l'asse tra Vienna e Budapest potrebbe ora ulteriormente rafforzarsi con l'ingresso dell'Austria nel gruppo di Visegrád, l'alleanza tra Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia che si oppone in primis alle folli politiche pro invasione, che l'Unione europea vorrebbe venissero attuate da tutti i governi europei. Il balzo in avanti del Partito della Libertà (Fpoe) di Heinz-Christian Strache, alleato al parlamento europeo con la Lega di Matteo Salvini, rafforza ancora di più questa ipotesi.

Budapest, Varsavia, Praga e Bratislava avevano già chiesto ufficialmente all'Ue di darsi da fare per bloccare il business dell'immigrazione, interrompendo i traghettamenti attraverso il Mediterraneo e impegnandosi a fermare in Libia tutti gli aspiranti profughi, creando sulle coste del Nordafrica centri di identificazione che consentissero l'arrivo in Europa dei soli, pochissimi, veri richiedenti asilo per motivi umanitari. Ora questa posizione verrà sicuramente adottata anche dal nuovo governo di Vienna al quale potrebbe unirsi, il prossimo anno, un esecutivo italiano guidato dal leader leghista. Viktor Orbán ha detto in faccia a Gentiloni: "Non abbiamo bisogno di una politica comune né di un'agenzia europea per i migranti, porterebbero solo caos, difficoltà e sofferenza". Come dire, piantatela di proporci ancora accoglienza indiscriminata: se voi non chiuderete i porti, noi chiuderemo le nostre frontiere.

Il filosofo e giornalista francese Alain de Benoist ha anticipato nei giorni scorsi un'analisi sulla situazione venutasi a creare col voto austriaco: "Il legame che intercorre tra Ungheria ed Austria - ha evidenziato - è sottolineato dalle componenti dell'impero austro-ungarico nei confronti delle direttive europee, particolarmente a proposito dei migranti...". La campagna di Kurz si è basata sugli interventi finalizzati a contenere i flussi migratori e gli elettori hanno apprezzato. Il centro Europa è così diventato un laboratorio delle istanze populiste, ora i sovranisti si aspettano quel colpo di reni in grado di riportare le loro tematiche di punta sul banco dell'attualità politica. Adesso, con Kurz che è diventato il nuovo cancelliere dell'Austria, la Doppelmonarchie austro-ungarica fa il suo ritorno nello scacchiere continentale. Strache sarà vicepresidente, gettando nella disperazione la troika di Bruxelles.

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