manifestazione in stile centri sociali

Messico, migliaia in piazza per chiedere le dimissioni del presidente Peña Nieto

I "compañeros" gli rinfacciano l'amicizia con Trump (che vuole erigere un muro anti-clandestini) e la lotta "moscia" al narcotraffico. Tra i manifestanti anche i parenti degli spacciatori...

Alfredo Lissoni
Messico, migliaia in piazza per chiedere le dimissioni del presidente Peña Nieto

Mentre dagli Stati Uniti Obama rompe le balle al presidente filippino Duterte per la ferocia con cui la polizia stronca il traffico degli stupefacenti, eliminando fisicamente i boss locali, migliaia di persone sono scese in piazza giovedì a Città del Messico per la situazione opposta, per chiedere le dimissioni del presidente Enrique Peña Nieto per la gestione fallimentare della lotta alla droga e alla corruzione. Ma anche - debitamente imbeccati dalla Sinistra locale - per esprimere il proprio dissenso per il suo incontro con il candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump. Che, lo ricordiamo, al confine con il Messico vorrebbe erigere un muro, per impedire ai clandestini di riversarsi a frotte sul suolo statunitense. La qual cosa a molti non va giù.


I manifestanti hanno marciato attraverso la capitale con cartelli che recitavano "Peña Nieto inetto, dimettiti per il bene del Messico!". La conclusione del corteo è stata simbolicamente nella piazza Zocalo dove tradizionalmente il capo di stato si affaccia dal balcone del Palazzo nazionale la notte prima la festa del Giorno del Indipendenza come fatto nel 1810 per il "grido". Tra i manifestanti anche i genitori dei 43 studenti scomparsi il 26 settembre del 2014 e che ritengono siano stati uccisi dalla polizia, perchè coinvolti nel giro della droga.

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