La Sicilia a Pontida 2016

Numerosi gli amministratori locali e i dirigenti siciliani presenti alla Festa

Angelo Attaguile, segretario nazionale e coordinatore in Sicilia del movimento, ha proposto al gruppo dirigente un "Manifesto per il Mezzogiorno", approvato all'unanimità

Fabio Cantarella
Numerosi gli amministratori locali e i dirigenti siciliani presenti alla Festa

“Promuovere la Sicilia e le sue ricchezze” alla storica festa della Lega a Pontida. È questo l’obiettivo che il deputato Angelo Attaguile, segretario nazionale e coordinatore in Sicilia di “Noi con Salvini”, ha fissato ai militanti siciliani del movimento riuniti a Catania nei locali della segreteria nazionale.

A “Pontida 2016” ci sarà un gazebo interamente dedicato alla Sicilia con prodotti caratteristici e depliant sui luoghi più belli da visitare, ha anticipato Attaguile ai dirigenti e amministratori presenti all’incontro.

L’assise, dopo ampio dibattito, ha approvato un “Manifesto per il Mezzogiorno” che, con le sottoscrizioni dei numerosi amministratori locali presenti, sarà consegnato a Matteo Salvini a Pontida.

Attaguile ha poi ribadito i motivi del “no” al referendum costituzionale di novembre: “la mancata modifica dell’art. 67 con l’introduzione del vincolo di mandato e l’ulteriore batosta alla sovranità popolare con un senato di nominati. Riforma peraltro fortemente voluta", ha sottolineato Angelo Attaguile, "da un premier non eletto dal popolo”. In proposito, Attaguile ha anche ricordato come un suo emendamento volto a diminuire il numero dei parlamentari alla Camera dei deputati, “630 sono troppi”, è stato bocciato dalla maggioranza a trazione Partito democratico: “Bella coerenza”.

Si è parlato a seguire delle prossime elezioni amministrative siciliane che interesseranno anche Palermo e la stessa Regione Siciliana: “Buona amministrazione, infrastrutture e antimafia vera, non di facciata come quella che esibiscono certi personaggi siciliani”, ha puntualizzato Angelo Attaguile, che è anche segretario della Commissione nazionale Antimafia, nel sottolineare che “la compattezza del centrodestra rimane una priorità in tutte le competizioni, a condizione che ci si ritrovi sui programmi e poi sugli uomini e non sulle solite somme che non portano da nessuna parte. A quel punto", ha avvisato Attaguile, "meglio andare da soli!”.

Infine l’on. Attaguile si è soffermato sulle recenti dichiarazioni del leader Matteo Salvini in merito al nuovo soggetto politico del Sud Italia che sarà gemello della Lega Nord: “Nulla di nuovo, è la normale evoluzione di quello che ci siamo prefissati sin dall’inizio. Per noi –ha spiegato Attaguile- l’esaltazione delle autonomie e delle identità territoriali resta un punto centrale. È naturale che ‘Noi con Salvini’ stia per esaurire la sua funzione e lascerà il posto ad una sorta di Lega Sud che, nell’ottica di un partito federato, sarà gemello della Lega Nord con il nostro leader Matteo Salvini che continuerà a fare da trait d’union tra le diverse autonomie nazionali”.

Segue il “Manifesto per il Mezzogiorno”, documento recepito dall’assemblea dei simpatizzanti e dirigenti siciliani di “Noi con Salvini” riunitasi nella sede regionale Noi con Salvini, alla presenza dell’on. Attaguile e sottoscritto da tutti gli amministratori locali aderenti al movimento.

MANIFESTO PER IL MEZZOGIORNO

Premessa

A fronte dell’ultima dichiarazione SVIMEZ “un sud a rischio desertificazione umana e industriale”, la società meridionale ha l’obbligo di reagire uscendo dal sentiero sterile della rivendicazione e della protesta, per assumere iniziative d’impegno per un nuovo risorgimento.

La principale causa dalla quale discende l’attuale crisi economico-sociale del meridione è stata individuata nel fallimento della gestione dei territori e dei bisogni delle popolazioni effettuata dallo Stato centrale sin dal momento dell’unità d’Italia. A questa azione, parallelamente, si9 è aggiunta l’enorme differenza di risorse investite nelle opere strutturali ed infrastrutturali tra nord e sud, fatto che diviene evidente confrontando una qualunque provincia del meridione con un’altra del resto del Paese rispetto a ferrovie, strade e autostrade, porti ed aeroporti, edifici scolastici, strutture ospedaliere e universitarie,

A questa grave responsabilità si è aggiunta, negli ultimi decenni, l’attività fallimentare delle Regioni che sono state costruite come duplicazione della struttura statale, con il conseguente aggravio, sui cittadini e sulle loro iniziative, dell’apparato burocratico che in Italia è troppo spesso “contro” e non al servizio della collettività.

Alla spoliazione delle risorse economiche originarie del sud, iniziata sin dal 1860, nel secondo dopoguerra la Repubblica ha aggiunto l’abbandono del territorio, consegnato al controllo della delinquenza organizzata. Questo rappresenta sicuramente un grave fallimento di strutture centrali quali magistratura, forze dell’ordine, scuola e università.

Considerazioni

Da tutto ciò il Mezzogiorno può uscire perché è portatore di un irripetibile patrimonio, costituito dal territorio, dal clima, dalla posizione geografica e dagli innumerevoli tesori rappresentati dalla cultura, dalla storia, dall’arte e dal paesaggio; ma per rendere fruibile questo patrimonio occorre una piena responsabilizzazione dei cittadini i quali debbono divenire i protagonisti del proprio futuro, abbandonando la via dell’attesa messianica e quindi della rassegnazione.

Perché ciò si realizzi oggi in Italia non è pensabile intervenire attraverso la politica delle riforme, ma occorre costruire un nuovo modello di Stato, abbandonando la divisione amministrativa operata con le Regioni, la cui limitata dimensione territoriale ha parcellizzato il luogo della rappresentanza popolare.

Queste vanno sostituite con più grandi aggregazioni territoriali omogenee (e il Meridione lo è) alle quali occorre dare costituzionalmente personalità con i poteri nelle materie relative alla difesa della legalità e alla costruzione delle linee di sviluppo economico e sociale, quindi in tema di giustizia, ordine pubblico, fiscalità, costo del  lavoro, istruzione e ricerca, mantenendo al Parlamento e al Governo nazionale i poteri in materia di diritti civile, rappresentanza nazionale e difesa dello Stato.

Determinazioni

Le popolazioni del Mezzogiorno per potersi assumere la responsabilità del proprio futuro devono ritrovare l’orgoglio della propria identità culturale che è fondamento indispensabile per essere cittadini europei e del mondo e avere la forza per ritrovare i diritti negati, primi tra tutti la libertà e lo sviluppo sostenibile.

Con questo “Manifesto per il Mezzogiorno” si promuove un percorso di lotta, innanzitutto contro la delinquenza organizzata e l’inefficienza burocratica. Inoltre si pone l’obiettivo di perseguire con forza il superamento dell’attuale regionalismo attraverso la creazione di entità territoriali ampie ed omogenee, com’è il sud Italia, con l’obiettivo di potere disporre di poteri capaci di intervenire con misure personalizzate per evitare l’ulteriore e sanguinosa ondata di emigrazione. Quindi realizzare uno sviluppo economico e sociale capace di creare il lavoro ad una popolazione che deve saper uscire dalla rassegnazione con impegno e responsabilità.

Una mobilitazione, quindi, delle coscienze e delle energie culturali e sociali per giungere ad una modifica del patto costituzionale, anche attraverso un’Assemblea Costituente, alla quale affidare il compito di disegnare la carta dei diritti e dei doveri per gli italiani delle generazioni presenti e future.

Una nuova alleanza tra fratelli che abbia un comune obiettivo: una società libera e giusta, un territorio autorevolmente presidiato in difesa dei diritti dei cittadini, primi tra tutti quelli dei più deboli e la responsabilizzazione piena delle popolazioni rispetto all’esercizio dei poteri pubblici.

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