la colpa? sempre alla lega

Quegli italiani uccisi dagli extra. E dimenticati a Sinistra...

La perversa equazione radical-chic è che se un crimine lo commette un italiano, allora è lecito che lo possa commettere anche uno straniero; dimenticando che invece la pena debba essere semmai certa per entrambi, la qual cosa non sembra essere sempre automatica nel caso dei clandestini

Alfredo Lissoni
Quegli italiani ucci dagli extra. E difesi a Sinistra...

Quartiere Boccea, periferia di Roma, 27 maggio 2015. Un auto, guidata a folle velocità da un rom, investe dieci persone alla fermata del metrò Battistini; due ragazze in motorino vengono sbalzate a terra, una donna stramazza al suolo con la testa rotta, un'altra, filippina, muore sul colpo, nove i feriti. Il pirata della strada non si ferma, fugge via. La notizia che il rom stava fuggendo a180 all'ora all'alt dei carabinieri - che volevano identificarlo - e che risulta titolare di ben 21 vetture, fa saltare sulla sedia il leader della Lega, Matteo Salvini, che invoca le ruspe per i campi nomadi. Apriti cielo, a Sinistra cominciano a stracciarsi le vesti ed in un attimo, sulla stampa compiacente, il cattivone di turno non è più il rom (“correva perché stava andando in ospedale”, dice la moglie; “ero ubriaco”, dice lui, poi salta fuori che invece alla guida era il figlio minorenne) ma lo scomodo leghista.


La vicenda è emblematica ed è classica, perché in questo, e in mille altri casi analoghi, la Sinistra crede, o finge di credere, alle giustificazioni del nomade ed ecco che la stampa (ri)comincia ad attaccare il segretario leghista, reo ad esempio, secondo un noto quotidiano pavese, di ignorare che “nel 2014 gli atti di pirateria stradale sono stati almeno 1009 ed hanno provocato 119 morti e 1224 feriti ed i colpevoli non hanno nazione o etnia”, in quanto sia italiani che stranieri; una giustificazione debole che di fatto avvalla la perversa equazione che se un crimine lo commette un italiano, allora è lecito che lo possa commettere anche uno straniero; dimenticando che invece la pena debba essere semmai certa per entrambi, la qual cosa non sembra essere sempre automatica nel caso dei clandestini.


Ne sa qualcosa il fratello di un giovane ucciso da un pirata della strada nordafricano, poi scappato nel suo paese, che il 15 novembre 2008 in tv ha dichiarato: “Le autorità locali si sono dette pronte ad estradare l'assassino, sono quelle italiane che non hanno fatto niente”. Perché? Anche a Roma, dopo che l'auto guidata da un rom aveva falciato otto persone uccidendone una, dopo la passerella di rito dei politici la gente aveva commentato: “Adesso si fanno vedere, ma fra una settimana si sono già dimenticati tutto”.

Ovviamente per chi denuncia questo malcostume sono pronte le accuse di ipocrisia o di razzismo (dimenticando che, nell'episodio di Boccea, la vittima per la quale la Lega ha chiesto giustizia non era una “padana” ma una filippina di 44 anni). Ma oramai quello della Sinistra è diventato un mantra, un ritornello ricorrente, funzionale e consolidato. I no global sfasciano tutto e picchian la polizia? "Colpa della Lega, che istiga all'odio". Kabobo va in giro a picconare la gente? "Colpa della società razzista e di chi getta benzina sul fuoco". L'Isis minaccia azioni terroristiche nel nostro Paese? "Colpa di chi vuol impedire la costruzione delle moschee". Il ragionamento perverso, propagandato in realtà solo per ramazzare qualche decina di voti in più per conquistare un potere che altrimenti la gente sana di mente si guarderebbe bene dal consegnare nelle loro mani, è che se si concede tutto ai "cattivoni", probabilmente saremo gli ultimi ad essere sgozzati. Ma non è affatto così...

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