IL "BUONISTA" DEL GIORNO

"Bolt discendente di schiavi", gaffe di Saviano

Lo scrittore autore di Gomorra la spara grossa sul suo profilo Facebook, poi non contento rincara la dose attaccando pure Donald Trump reo, a suo avviso, "di portare avanti una politica contro le comunità afroamericane"

Alex Bazzaro
Roberto Saviano

Foto ANSA

"Usain Bolt discendente di schiavi africani deportati in Giamaica nelle piantagioni di canna da zucchero, oggi è (di nuovo) l'uomo più veloce del mondo. Il re sorride e vola ancora". Roberto Saviano l'ha sparata grossa, lo scorso 16 agosto sul suo profilo Facebook, e così l'autore di Gomorra  è finito nuovamente in mezzo a dure polemiche per questo commento sull’ennesima impresa di Usain Bolt, campione giamaicano entrato nella storia delle Olimpiadi per aver vinto in tre edizioni consecutive la gara dei cento metri.

Il popolo del web si è immediatamente scatenato attaccando pesantemente. Migliaia i commenti, quasi tutti negativi, ma lo scrittore non ha fatto marcia indietro, anzi: "Perché parlare della discendenza di Usain Bolt? Semplice. La schiavitù in Giamaica fu abolita nel 1834, l’indipendenza fu raggiunta solo nel 1962. Praticamente gli antenati più prossimi di Usain Bolt venivano comprati e venduti come animali. Basterebbe questo per parlare di riscatto". A quest'idiozia si potrebbe rispondere che allora anche molti italiani potrebbero essere a loro volta discendenti di schiavi, visto che tra il XIV ed il XVII secolo quei Paesi islamici oggi tanto cari alla Sinistra gestivano un fiorente commercio di bianchi, grazie alle razzie che arabi e turchi compivano sulle coste del Mediterraneo ed in special modo in Italia, mettendo a ferro e a fuoco interi villaggi e vendendone in catene gli abitanti.


Ma non contento o forse non ancora soddisfatto del vespaio di polemiche scatenate, Saviano ha ben pensato di attaccare, con la sua solita retorica buonista, pure Donald Trump. Il candidato repubblicano alla presidenza americana è stato accusato di "portare avanti una politica in cui le comunità afroamericane vengono considerate quasi invasori del loro territorio". Denunciando poi che "in queste ore a Milwaukee è in corso una rivolta dopo che l’ennesimo afroamericano è stato ucciso dalla polizia. Quindi non credo affatto che sia fuori luogo ricordare le origini e la storia di un atleta".


Saviano lo ha ricordato, ma ha "dimenticato" che il nero ucciso in America, per aver puntato una pistola alla testa di un agente, è stato abbattuto da un poliziotto nero, che ha incassato il sostegno del sindaco nero della città (che ha attaccato il Presidente USA, nero, per i suoi errori nelle politiche migratorie sui neri).

Ad Andy Warhol fu attribuita la frase "In futuro tutti saranno famosi per 15 minuti"; non poteva sapere che, ai giorni nostri, per uscire dall'anonimato e tornare ad essere al centro dell'attenzione mediatica per qualche ora, sarebbe bastato scrivere un'idiozia su un social network.

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