lo scandalo dimenticato

Calciatrici iraniane: sotto il vestito...una brutta sorpresa

Quando la tv araba scoprì che nella Nazionale femminile iraniana ben otto giocatori erano maschi. E non era la prima volta che succedeva...

Redazione
Calciatrici iraniane: sotto il vestito...una brutta sorpresa

A guardarle in faccia, alcune giocatrici della nazionale femminile di calcio dell'Iran avevano in effetti tratti mascolini. Ma che sotto il velo si nascondessero realmente degli uomini, ben otto, non lo immaginava nessuno. Peggio, se lo avesse scritto la stampa occidentale sai che casino sarebbe venuto fuori. Con le solite radical-chic che avrebbero urlato al "becero sessismo" e al "razzismo". Ma il velo, quella volta, lo aveva tolto - anche se solo in senso figurato - la tv satellitare al-Arabiya, seguitissima rivale di al-Jazeera, spesso contestata dai fondamentalisti perchè più "occidentale" rispetto alla collega. Era il settembre del 2015, e non era la prima volta che l'Iran giocava questo scherzetto. L'anno prima di "finte giocatrici" ne erano state beccate quattro ed erano state espulse. L'anno dopo ne avevano scoperte altre otto (dodici in tutto: c'era almeno qualche donna, nella squadra "femminile"?)

Otto uomini mascherati da donne. Con la forza, nelle gambe, e la resistenza del "sesso forte". Un vantaggio illecito che oggi ridicolizza certe sanzioni anti-doping usate contro gli atleti russi alle Olimpiadi. Ma nessuno ha protestato l'anno scorso, in realtà. Non più di tanto. All'Islam tutto è permesso. E così, con una faccia di bronzo da far invidia alle statue di Riace, Mojtabi Sharifi, funzionario descritto come persona ben informata sul campionato iraniano, aveva dichiarato in un’intervista al sito web iraniano Young Journalists Club: "Giocano nella squadra femminile senza aver completato gli interventi per il cambio di sesso". Come dire che "erano quasi donne". Strano Paese, l'Iran. Donne imburqate ma operazioni di cambio di sesso legali dal 1979, grazie ad una fatwa dell’ayatollah Ruhollah Khomeini, il leader spirituale della rivoluzione islamica che non si distingueva certo per femminismo. Ma forse, nel mondo calcistico iraniano l'importante non è partecipare, ma vincere. Anche a costo di cambiare sesso.

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