Dopo le giulive esternazioni del ministro Speranza

L’aborto tornerà ad essere clandestino

La “Kill pill” Ru486 come «conquista di civiltà». Peccato che di pillola del giorno dopo si può morire. Ma questo alle donne non si dice

Pietro Licciardi
L’aborto tornerà ad essere clandestino

Il post sull'estensione dell'aborto del ministro della salute Roberto Speranza

«Le bugie hanno le gambe corte», dicevano le nostre nonne ed è proprio vero, anche se qualche volta devono passare quarant’anni prima che certe menzogne diventino evidenti. È il caso dell’aborto, istituzionalizzato nel 1978 con l’approvazione della 194, legge che resistette alla prova del referendum abrogativo anche grazie agli slogan menzogneri di chi invocava l’interruzione di gravidanza assistita e gratuita “per strapparla dalla clandestinità” e “garantire la salute delle donne”.

Grazie a questo governo di becchini l’aborto precipiterà presto nella più totale clandestinità grazie alla cosiddetta pillola del giorno dopo, che assunta dopo il concepimento impedisce all’ovulo femminile fecondato di attaccarsi all’utero e svilupparsi.

Come ormai noto sono state aggiornate le linee guida sulla pillola abortiva RU486, prorogando di due settimane il termine previsto per l'assunzione ed eliminando il ricovero ospedaliero di tre giorni che poteva essere deciso a livello regionale. Ricordiamo che era stata proprio la Lega dell’Umbria ad ottenere che la Regione emanasse una delibera che obbligava al ricovero ordinario in una struttura ospedaliera chi voleva sottoporsi ad aborto farmacologico

Come ha annunciato con un twitter il ministro piddino della Sanità, Roberto Speranza, la pillola RU486 si potrà assumere senza ricovero e fino alla nona settimana di gravidanza. Ma questo è solo il primo passo per arrivare all’aborto totalmente clandestino, effettuato a casa propria al di fuori di qualsiasi controllo.

Dal 1979, anno di approvazione della legge 194, ad oggi sono stati sei milioni i bambini abortiti in Italia, secondo i dati del Ministero della Sanità che ogni anno pubblica le cifre delle interruzioni volontarie della gravidanza. Lo stesso numero degli ebrei assassinati dal regime nazionalsocialista nei lager di tutta Europa.

Ma tranquilli, da domani la conta di tutti questi morti non sarà più possibile. Al più potremo sapere il numero delle donne che moriranno in seguito alle complicanze indotte dal bombardamento chimico scatenato dalla “pillola del giorno dopo”.

Ancora una volta le donne infatti saranno le cavie e le vittime dell’ideologia antinatalista. Lo sono state quando ha cominciato a circolare la pillola anticoncezionale, che ha causato centinaia di migliaia di morti per cancro, sempre a causa del bombardamento di ormoni subito per anni. Lo saranno adesso che comincerà a circolare con ancora più facilità e meno controlli la pillola del giorno dopo. Perché in una cosa i paladini e le paladine del “diritto” ad abortire sono bravi: mentire. E lo stanno facendo anche adesso, tacendo sui reali pericoli che la Ru486 e gli altri farmaci similari 

Già nel 2006 il New York Times ha condotto una campagna di informazione seria e imparziale sull’aborto chimico, pur restando schierata sul fronte abortista, prendendo spunto da diverse giovani donne americane morte in seguito all’assunzione della RU486. Sempre nel 2006 un convegno organizzato tra gli altri dalla Food and Drug Administration (Fda), l’ente pubblico che ha autorizzato negli Usa il farmaco abortivo, ha messo la Ru486 ufficialmente sotto accusa sul piano della sicurezza medica.

Tutta la storia della pillola è stata costellata di riserve, ambiguità, silenzi, anche all’interno del mondo scientifico e nonostante ciò le perplessità e i timori si sono moltiplicati, e molti specialisti sono usciti allo scoperto. La stampa italiana invece, salvo poche eccezioni, ha sempre preferito dare voce solo ai sostenitori della Ru486, continuando ad alimentare la pericolosa illusione di un aborto facile, indolore, e soprattutto sicuro. Come sottintendono le giulive esternazioni del ministro Speranza… di morte.

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