Com'è buona la nostra parlata

Un caffè in lingua cittadina

C’è chi corre verso l’inglese e chi scappa verso le proprie origini. Succede in un Bar della Sardegna

Andrea Lorusso
Un caffè in lingua cittadina

Foto ANSA.IT

È una bella storia, di quelle autoctone, forse anche troppo leggera per finire all’ANSA, ma perché dovremmo riempirci solo di piombo e veleni? In effetti nonostante una società a brandelli ed una identità che raccontiamo sempre più trascolorata, vi è un Bar in Sardegna dove le portate sono “sediziose”, non s’arrendono all’italiano.

Al Caffè Eugenia di Oliena (Nuoro), da diversi anni la titolare batte lo scontrino in lingua sarda, o meglio, in olianese. Eugenia Vacca, da 34 calendari proprietaria della caffetteria, racconta: "L'idea mi è venuta quando ho sostituito il registratore di cassa, sia per il mio attaccamento alle radici e alla lingua sarda sia per divertimento. Volevo sottolineare che la lingua deve essere parlata e scritta per non perderla, ma volevo anche divertirmi con i miei clienti di Oliena e del circondario che mi prendono in giro per la mia ostinazione.”

E ancora narra delle preziose lezioni che assorbe dagli anziani, di cui annota ogni parola di rito per poi riproporla alla clientela e tramandarla. Ovviamente: “Senza estremismi, se mi accorgo che un cliente non conosce il dialetto non gli parlo in sardo naturalmente.”

Eppure è bastato uno scatto allo scontrino finito sul web, ad attirare enormi attenzioni e così, anche simpaticamente, ha acceso un faro sull’annosa questione delle origini.

È importante mantenere viva la tradizione? La nostra esercente pare avere le idee chiare: “Io penso che ogni genitore deve essere libero di insegnare ciò che vuole ai propri figli e di parlare la lingua che vuole, anche se non condivido le loro scelte. Faccio parte di una generazione che è cresciuta parlando il sardo, e l'italiano lo abbiamo imparato benissimo sin dalla scuola materna. Perché privare i bimbi della possibilità di conoscere un'altra lingua e del valore importantissimo del tramandarla?".

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