Crisi politica a Helsinki

I populisti non faranno da stampella alla sinistra finlandese

Il partito dei Veri Finlandesi non partecipa alle consultazioni né tantomeno intende appoggiare il governo che stanno faticosamente tentando di costituire i socialdemocratici. È la prima volta nella storia del Paese scandinavo che nessuno dei partiti che si presenta alle elezioni politiche riesce a superare la soglia del 20%, il minimo sufficiente ad ottenere una maggioranza relativa nel parlamento unicamerale

Giuseppe Brienza
I populisti non faranno da stampella alla sinistra finlandese

Il logo del partito "populista" finlandese Finns Party (“Perus S” nella lingua nazionale)

Niente da fare per il presidente del Partito Socialdemocratico finlandese (SDP) Antti Rinne che, in queste ore, sta faticosamente promuovendo la formazione di un nuovo governo a Helsinki dopo le elezioni generali tenutesi domenica 14 aprile. In un contesto politico difficile nel quale per la prima volta nella storia del Paese scandinavo nessuno dei partiti presentatisi alle urne è riuscito a superare la soglia del 20% (il “minimo sindacale” per guidare i lavori del parlamento unicamerale, composto da 200 deputati) ha dovuto infatti subito incassare il No dei Veri Finlandesi, il nuovo partito populista arrivato secondo di un soffio e preferito di gran lunga alla vecchia formazione centrista al governo filo-Ue del KESK (Centern i Finland).

Il responso delle urne ha in effetti segnato un grandissimo risultato per il Finns Party (“Perus S” nella lingua nazionale), guidato dall’europarlamentare Jussi Halla-aho, che ha mandato il candidato al Parlamento di Strasburgo Olli Kotro a rappresentarlo l’8 aprile scorso al raduno sovranista europeo convocato a Milano da Matteo Salvini. Il segretario federale della Lega, non appena conosciuti gli esiti delle politiche finlandesi, ha rivolto il suo augurio agli “amici ‘populisti’ del Partito dei Finlandesi [che] diventano secondo partito in Finlandia!!! Il 26 maggio, insieme alla Lega, finalmente si cambia l’Europa!" (tweet del 15 aprile 2019).

I risultati definitivi, pubblicati ufficialmente oggi, hanno dato ai quattro maggiori partiti le seguenti percentuali di voto: SDP 17,7% e 40 seggi; Veri Finlandesi 17,5% e 39 seggi; Coalizione Nazionale 17% e 38 seggi e, infine, Centro Finlandese 13,8% e 31 seggi.

Da oggi il primo partito risultato dalle urne del Paese, l’SDP ha quindi avviato le trattative per formare una coalizione di maggioranza in parlamento, quindi, nominare il primo ministro e i membri del governo. Il leader del Partito Socialdemocratico Antti Rinne ha però subito incassato il No dei Veri Finlandesi e, per il prosieguo delle consultazioni, le incognite non sono poche.

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