Il cavallo di Troika

L’unica condizione per non farsi strangolare dal MES è non firmarlo!

MES oppure Eurobond? Come se avesse ancora senso stare lì (a Palazzo Chigi) a parlarne, dopo il gentile “nein” ricevuto dall’aquilotto tedesco...

Sara Garino
L’unica condizione per non farsi strangolare dal MES è non firmarlo!

MES oppure Eurobond? Come se avesse ancora senso stare lì (a Palazzo Chigi) a parlarne, dopo il gentile “nein” ricevuto dall’aquilotto tedesco. Tutta pantomima, funzionale a fare un po’ di scena prima di ricoverare l’Italia nella terapia intensiva dell’austerità, dove però i Conte e i Di Maio potranno mantenere le terga sui loro austeri seggioloni di Governo. Constatato questo, il fronte della farsa si sposta sulle cosiddette condizionalità, ovvero sui vincoli-capestro che ci verranno imposti per accedere ai fondi del MES. Gli interventisti del Salva-Stati sono pronti a metterci una mano sul fuoco: i finanziamenti, dicono, almeno per quanto riguarda la spesa sanitaria dei Paesi in difficoltà saranno erogati senza condizioni (per inciso la mano è quella dei contribuenti Italiani che, estratto il portafoglio, vedranno di nuovo bruciare i loro risparmi).

Qualcosa non torna. Punto primo: nonostante il pingue contributo dato dall’Italia alla costruzione di questo castello di carte europeo (154 miliardi di euro versati contro i 39 che riceveremmo a strozzinaggio dal fondo), il MES è e resta pur sempre un prestito. Ergo, la prima condizione consiste nel restituirlo, peraltro a tassi d’interesse non nulli. Molti benpensanti lo dipingono come una provvidenziale assicurazione comunitaria, se non che qui l’indennizzo va inspiegabilmente restituito (alla faccia dell’assicurazione!).

Seconda questione: che lo si possa spendere solo per l’emergenza sanitaria. Beninteso, rinforzare i nostri ospedali e dare un po’ di ossigeno a chi vi lavora è cosa doverosa, buona e giusta. Peraltro, se negli ultimi 10 anni di Governi variamente di Sinistra non si fossero tagliati 37 miliardi di euro alla Sanità (per immetterne 20 in circuiti ritenuti si vede più strategici, come il finanziamento dell’immigrazione clandestina) l’eroica lotta al virus cinese avrebbe certo beneficiato di armi meno spuntate. Comunque, sia come sia, che si fa per l’emergenza economica? Va bene non morire di Covid ma sarebbe altrettanto importante pensare a lavoratori e imprese: giusto così, per non morire di fame.

Punto numero tre: il MES senza condizioni non esiste. O è o non è: terzium non datur, come dicevano le aquile di Roma (molto più civili dei pennuti crucchi e per questo, non a caso, inventori del Diritto). Il ricorso al fondo è soggetto al quadro di sorveglianza macroeconomica dell’UE, che prevede procedure di infrazione, analisi sulla sostenibilità del debito (preventiva e in itinere) nonché la possibilità per l’Europa di modificare in qualsiasi momento le condizioni (o la velleitaria promessa di non condizioni) del prestito, in base al cantante articolo 7, comma 5 del Regolamento 472/2013.
Attenzione dunque alla furbizia delle amazzoni Merkel e Von der Leyen: ci tendono la mano (vuota) e offrono le loro scuse accorate, propinandoci come oro colato un’elemosina che respingiamo al mittente, perché quei soldi sono semplicemente nostri. Il vero obiettivo delle due cicale canterine sono i risparmi degli Italiani, da sempre popolo di zelanti e laboriose formiche. E il MES è un gigantesco cavallo di Troika. Purtroppo Conte non ha l’intelligenza di Odisseo.

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